La ricerca che cura.


All'insegna dello slogan "La Ricerca che cura" si è svolta ieri al Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna la Conferenza Stampa per presentare i primi risultati raggiunti dai tre Progetti Regionali avviati dal Centro Interdipartimentale di Ricerche sul Cancro dell'Università degli Studi di Bologna in collaborazione con AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

La Dott.ssa Maria Ines Colnaghi, Direttore Scientifico di AIRC, ha ricordato come negli ultimi 5 anni l'Associazione ha stanziato per la ricerca 145 milioni di Euro distribuiti su 350 progetti annuali; dal 2004 poi AIRC ha deciso di intervenire sulle realtà regionali finanziando con un importo pari al 20% delle proprie risorse 39 Progetti di interesse locale con progettualità triennale e dagli obiettivi ambiziosi: fare interagire la ricerca scientifica con l'applicazione clinica sul paziente.

Alla Regione Emilia-Romagna sono stati assegnati per il primo anno 500.000 Euro, distribuiti su 3 Progetti regionali che riguardano le leucemie e i sarcomi ed 1 interregionale il cui ambito di ricerca è l'oncologia pediatrica. I ricercatori - Michele Baccarani, Giovanni Martinelli, Stefano Pileri dell'Istituto di Ematologia e Oncologia Medica Seràgnoli insieme a Pier Luigi Lollini, Coordinatore scientifico di AIRC Emilia Romagna, Lucio Cocco del Dipartimento di Scienze Anatomiche Umane e Giuliano Della Valle del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell'Università di Bologna - hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dei programmi.

I risultati sono più che positivi e hanno portato alla cura di malati affetti da leucemie e sarcomi con farmaci "intelligenti" che colpiscono le cellule tumorali e risparmiano quelle normali, permettendo così a pazienti non curabili con la chemioterapia convenzionale di avere una terapia efficace, senza particolari effetti collaterali e tossicità. Altro obiettivo delle ricerche è quello di studiare i meccanismi di farmacoresistenza nelle leucemie mieloidi acute e croniche, mettendo a punto nuovi farmaci che possano garantire cure efficaci laddove quelli finora usati avevano fallito. La speranza - ha aggiunto la Dott.ssa Colnaghi - è far sì che il tumore possa diventare una malattia cronica, come ad esempio il diabete, con cui convivere curandosi e mantenendo una buona qualità di vita.

In chiusura di Conferenza si è ricordato il ruolo fondamentale della campagne di raccolta fondi in Italia, paese in cui meno dell' 1% del PIL è destinato alla ricerca; queste iniziative hanno permesso di raccogliere in Emilia Romagna, solo nell'anno 2005, 1.300.000 Euro con la vendita delle azalee e delle arance della salute. E proprio le arance della salute saranno distribuite Sabato 4 Febbraio nelle maggiori piazze della regione per finanziare AIRC, la ricerca che cura.


Da: Salute Europa News, 03/02/2006