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Farmindustria: in Italia il 90% della ricerca è sostenuta dalle
aziende.
Farmindustria
sceglie di parlare direttamente all'opinione pubblica, per richiamare
l'attenzione sul ruolo che la ricerca farmaceutica ha sulle aspettative
di vita, le speranze, la possibilità di progettare il futuro,
e lo fa con uno spot tv che racconta piccole storie piene di grandi
speranze. Quelle di chi ha affrontato un trapianto, di chi convive
con il diabete, di chi ha lottato contro un tumore e di chi affronta
i problemi di salute legati alla terza età. In breve, di tutti
coloro che nonostante una malattia possono continuare a fare progetti,
fino a ieri impensabili, grazie anche alle nuove conquiste della
ricerca.
Per molte persone un farmaco, infatti, è vita e questo è noto
a tutti, meno conosciuto è il messaggio che chiude il filmato:
più del 90% della ricerca sui farmaci è finanziata dall'industria
farmaceutica. Un dato tutt'altro che scontato considerato che sono
in molti a credere che la ricerca sia sostanzialmente pubblica.
La campagna, presentata ieri a Roma, apre una porta, quella della ricerca,
e al tempo stesso avvia un progetto. Si chiama Farmaci & Vita e
prende il via in contemporanea con la pianificazione della campagna.
Vuole far conoscere al pubblico l'industria farmaceutica, l'impegno
che c'è dietro ogni conquista scientifica, i suoi protagonisti,
i passi avanti fatti e quelli ancora da compiere.
I nuovi farmaci, con pochissime eccezioni, nascono infatti dalla ricerca
delle industrie farmaceutiche e richiedono dieci anni di studi e sperimentazioni
e oltre 800 milioni di euro di investimenti sempre ad alto rischio.
E' questo uno dei punti, molto spesso poco conosciuti, che la Campagna
di Comunicazione di Farmindustria ha voluto mettere in rilievo.
Bastano pochi altri dati per illustrare l'importanza dell'industria
farmaceutica operante in Italia. Nel 2004 la spesa per la farmaceutica
delle imprese è stata pari a 839 milioni di euro, con un incremento
del 9,7% rispetto al 2003. Si tratta di un aumento superiore rispetto
a quello registrato nell'industria manufatturiera (più 5,8%),
del complesso delle imprese (più 5%) in tutto il Paese (più 4,8%),
nettamente superiore anche al tasso di inflazione (più 2,2%).
Il mercato italiano di specialità medicinali (15,2 miliardi
di euro) è il sesto nel mondo e il quarto in Europa con un ruolo
di primo piano per quanto riguarda la produzione e il numero di occupati:
con 73.550 addetti (più di 200.000 con l'indotto) l'Italia è terza
in Europa (dopo Germania e Francia) e quinta nel mondo (Usa e Giappone
i primi due).
L'industria farmaceutica si caratterizza per l'elevato tasso di investimento
e valore aggiunto e una forte vocazione all'export (più del
50% della produzione) e all'attività innovativa (839 milioni
di euro), caratterizzandosi come un settore avanzato di qualità e
fortemente inserito in un'economia globalizzata.
Questi fattori di forza nascono dalla presenza in Italia di tante imprese
del farmaco: grandi multinazionali che hanno investito in Italia, importanti
gruppi italiani di successo nei mercati internazionali e piccole medie
imprese che non sfuggono agli occhi degli investitori stranieri. Aziende
dai profili diversi ma accomunate dalla forte spinta all'innovazione.
L'Italia è ai primi posti delle classifiche mondiali per il
rapporto qualità/prezzo del Servizio sanitario nazionale, un
risultato reso possibile anche grazie al contributo delle imprese del
farmaco e alla qualità, riconosciuta a livello internazionale,
dei loro ricercatori.
La farmaceutica è un patrimonio che l'Italia deve in ogni modo
preservare e accrescere, con azioni di sostegno all'innovazione e con
una reale volontà politica che incentivi gli investimenti produttivi
e lo sviluppo di nuovi farmaci in un contesto normativo stabile e finanziariamente
non penalizzante per l'industria del farmaco.
Da: Salute Europa News, 27/9/2005 |