|
RICERCA: Alzheimer, aumento radicali liberi può favorire fase
precoce.
A differenza che in altri tipi di demenze, nella malattia di Alzheimer
c'é uno squilibrio tra i livelli dei radicali dell'ossigeno,
potenzialmente dannosi, e l'insieme delle sostanze in grado di far
fronte a questo danno. Lo dimostra uno studio pubblicato su Neurobiology
of Aging dai ricercatori dell'Unità Valutativa Alzheimer e
del Dipartimento di Scienze Mediche del Policlinico di Milano. "I
radicali liberi - spiega Elio Scarpini, uno dei ricercatori che hanno
partecipato allo studio - sono molto dannosi per le membrane delle
cellule, e questo vale anche per i neuroni. Se i radicali non vengono
contrastati efficacemente dalle sostanze protettrici, perché -
come nel caso della malattia di Alzheimer - manca un equilibrio,
i radicali possono arrivare ad aggredire i neuroni, favorendone la
morte". I ricercatori hanno dimostrato che lo squilibrio comincia
già in una fase di demenza più lieve, nota come MCI
(Mild Cognitive Impairment). E Scarpini inoltre riferisce che lavori
precedenti hanno evidenziato che circa l'80% dei soggetti affetti
da MCI sviluppano la malattia di Alzheimer entro 5 anni. Il lavoro
dei ricercatori del Policlinico allora potrebbe essere fondamentale
per capire precocemente se i pazienti affetti da MCI rischiano di
aggravarsi e di ammalarsi di Alzheimer. "Per curare questa malattia
- continua Scarpini - esistono alcuni farmaci che compensano il rilascio
di una sostanza nota come acetilcolina, rilascio che proprio nell'Alzheimer è compromesso.
Purtroppo la loro efficacia è limitata al 20-30% dei pazienti,
e comunque questi farmaci possono solo rallentare la progressione
della malattia, senza curarla. La nostra ricerca, invece, ha l'obiettivo
di fornire ai medici la possibilità di sapere in anticipo
se i pazienti sono destinati ad avere anche l'Alzheimer, in modo
da poter affrontare il più presto possibile la malattia con
un'adeguata terapia farmacologica. Le terapie, infatti, sono più efficaci
quando il danno ai neuroni è ancora minimo". (ANSA).
Da: News Sanità di Weber Shandwich,
21/02/2006 |