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La speranza per combattere i temibili tumori della pelle
potrebbe arrivare gracidando. Sull'epidermide delle rane,
infatti, i ricercatori dell'universita' dell'Est Anglia, in
Gran Bretagna, hanno scoperto una sostanza in grado di
bloccare le cellule del pigmento. Le stesse che, se si
muovono all'impazzata, sono all'origine del cancro della
pelle delle rane, ma anche dell'uomo. Il composto,
ribattezzato NSC
84093, si trova a bassissime concentrazione e conferisce agli anfibi
le loro caratteristiche pigmentazioni, e la capacita' di
mimetizzazione. La scoperta e' stata pubblicata su 'Chemistry
& Biology'. La sostanza e' stata individuata tra le 3 mila
passate al setaccio alla ricerca di interruttori della
pigmentazione cellulare. "Ne abbiamo trovati 40 di interesse
scientifico. E le cellule della pigmentazione sono tanto
importanti - rivelano gli scienziati - perche' hanno
caratteristiche utili a studiare i tumori e la migrazione
cellulare, primo tra tutti il fatto che nascono in un'area
da cui si spostano una volta mature. Proprio come avviene
con i tumori della pelle e i melanomi, dove le cellule della
pigmentazione migrano fino ad arrivare in altri organi o
distretti, determinando i tumori secondari che rendono
letale la neoplasia. |