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Ricerca farmaceutica, in Italia netti segni di ripresa.
Netti segni di ripresa in Italia per la ricerca farmacologica, con un
sensibile aumento delle sperimentazioni cliniche di fase 1 e 2 riscontrato
nell'ultimo anno, ma secondo gli esperti del settore c'é ancora
moltissimo da fare. E' il bilancio tracciato dai massimi esperti
del settore farmaceutico italiano, in occasione della presentazione
della Giornata internazionale delle sperimentazioni cliniche in programma
per il 20 maggio e dedicata al medico scozzese James Lind, autore
nel 1747 della prima sperimentazione clinica controllata che identificò la
carenza di vitamine come la prima causa dello scorbuto. "La
ricerca clinica italiana è in netta ripresa", ha osservato
il direttore generale dell'Agenzia Italiana del farmaco (AIFA), Nello
Martini, nell'incontro organizzato presso il Consiglio Nazionale
delle Ricerche (CNR). Ottimista anche il presidente dell'Istituto
Superiore di Sanità, Enrico Garaci, secondo il quale i tempi
per l'istruttoria sono il linea con quelli europei. "In passato
- ha rilevato Garaci - un'eccessiva burocrazia scoraggiava da parte
delle industrie l'avvio di sperimentazioni di fase 1 in Italia, ma
grazie alla nuova normativa oggi le cose sono cambiate". La
scommessa, secondo gli esperti, è fare del farmaco un elemento
di sviluppo puntando sulla ricerca e l'innovazione. Per questo vanno,
ha osservato Martini, vanno create condizioni opportune "perché la
ricerca sia strumento di sviluppo per il settore farmaceutico e per
il sistema Paese". Una posizione condivisa dal presidente della
Farmindustria, Sergio Dompé, che giudica molto positivamente
gli Accordi di programma previsti dalla legge finanziaria e che prevedono
un premio pari al 10% per gli investimenti in ricerca e sviluppo
fatti dalle aziende farmaceutiche in Italia.
Da: News Sanità di Weber Shandwich,
05/05/2006 |