SANITA’: Censis, Pazienti piu' disobbedienti e vogliono 'nuovo' medico

 

I pazienti italiani stanno diventando 'disobbedienti' e cercano un nuovo rapporto con il medico di famiglia: bombardati da una grande quantità di informazioni, vogliono sentirsi sempre più protagonisti delle scelte sulla loro salute e discutere alla pari con il medico di base. E' quanto emerge dalla ricerca presentata ieri a Roma dal Censis. Dall'indagine, basata su questionari e interviste, risulta che il 63,6% degli italiani ritiene di essere "molto o abbastanza informato" sui temi della salute, ma solo il 22,4% considera soddisfacenti le informazioni accessibili da stampa, tv e internet. Per gli altri queste sono spesso contraddittorie e non realmente utili. Il medico di famiglia diventa così una specie di "bussola" per orientarsi nella mole di informazioni scientifiche e sul Servizio sanitario. Tanto che l'88% degli intervistati si rivolge al medico di base oltre cinque volte in un anno e l'89,4% gli chiede consiglio quando deve accedere a un servizio sanitario. Complessivamente, infatti, il giudizio sul medico di famiglia è molto positivo (per il 91,2% dei pazienti sa valutare i sintomi con attenzione e per l'82% è attento agli aspetti psicologici). Unici aspetti negativi, le lunghe attese nello studio e il fatto che il medico non visita a domicilio (lamentate, rispettivamente, dal 70% e dal 39,7% dei pazienti). Per il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, "negli ultimi anni il rapporto con il medico di famiglia è cambiato soprattutto a causa di una duplice rappresentazione della sanità", caratterizzata da un lato dalla sensazione di un progresso medico-scientifico e dall'altro da difficoltà legate, ad esempio, a liste d'attesa. In pratica, ha rilevato, "al medico di famiglia si chiedono nuove competenze". E' d'accordo il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Cuccurullo, per il quale il medico di famiglia "dovrà acquisire in futuro una diversa professionalità", basata su una maggiore specializzazione. Soltanto questo cambiamento, ha concluso, permetterà di evitare il corto circuito che si sta creando attualmente e che porta il paziente a rivolgersi direttamente allo specialista.
 


Da: News Sanità di Weber Shandwich, 06/07/2007