SANITA’: Dompè, societa' di anziani impone piu' risorse sanitarie

 

Una società nella quale gli anziani diventano sempre più numerosi imporrà necessariamente delle scelte in materia di previdenza e di spesa sanitaria. Lo hanno detto ieri a Roma il presidente della Farmindustria, Sergio Dompé, e l'esperto di previdenza Giuliano Cazzola, a margine dell'incontro organizzato dal Censis per la presentazione dell'indagine sul rapporto tra medico e paziente. Negli ultimi 50 anni l'aspettative media di vita è aumentata di 15 anni", ha detto Dompé, e se 20 anni fa aveva senso andare in pensione a 60 anni, "oggi questo si può rivedere e si può considerare l'opportunità di esercitare un ruolo nel mondo produttivo anche in età più avanzata". In Italia, ha aggiunto, "il numero degli ultrasessantacinquenni aumenta in modo geometrico ed è noto che all'ultimo 20% del periodo di vita corrisponde circa l'80% della spesa sanitaria". Di conseguenza, ha rilevato, sarà necessario "spendere meno in previdenza e di più nella sanita". Cazzola condivide l'opinione di Dompé e rileva che "indubbiamente l'invecchiamento della popolazione è destinato a pesare moltissimo sulla sanita". Basti pensare, ha aggiunto, che nel corso di una legislatura, dal 2001 al 2006, la spesa pubblica sanitaria è aumentata da 66 a oltre cento milioni di euro. "La previdenza - ha detto - un salto così non l'ha mai fatto". Per Cazzola non ci sono dubbi che "l'invecchiamento della popolazione pesa sul welfare e chiede il trasferimento di risorse da un settore all'altro. La riforma previdenziale - ha aggiunto - va fatta per trasferire risorse sulla sanità e la non autosufficienza". Il finanziamento, ha detto ancora, potrà essere di tipo contributivo o fiscale e comunque si dovrà mettere in moto un meccanismo pubblico-privato, "altrimenti - ha concluso - restando esclusivamente in campo pubblico non ne usciremo".


 


Da: News Sanità di Weber Shandwich, 06/07/2007