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In un cilindro grande quanto la pila di un telecomando sta
il cuore artificiale più piccolo al mondo. E in un cuore
così piccolo batte la speranza di chi soffre di scompenso
cardiaco, perché un giorno la sua terapia potrebbe diventare
migliore proprio grazie a questa nuova micro-pomba
meccanica. La novità
verrà presentata al congresso nazionale della società
italiana di chirurgia cardiaca (Sicch, in programma da
sabato a Roma). Il cuore-pila, nel dettaglio, pesa 25 grammi
e viene impiantato in modo simile a un pacemaker con un
intervento mini-invasivo, anche se ha bisogno di una piccola
batteria esterna per funzionare. E' capace di pompare tre
litri di sangue al minuto, aiutando così il vero cuore nel
50% del suo lavoro. "La nuova micro pompa - dice
Ettore Vitali,
presidente Sicch e cardiochirurgo agli ospedali Humanitas -
ha l'enorme vantaggio di poter essere impiantata in pazienti
giovani con un grado moderato della malattia, prevenendo
così un danno d'organo che con il passare del tempo, nei
casi più severi, può essere risolto solo con il trapianto.
Rappresenta quindi una decisa evoluzione rispetto agli
attuali dispositivi di dimensioni notevolmente più
ingombranti e per questo destinati a pazienti giunti allo
stadio terminale della malattia. Questo dovrebbe far sperare
in una maggiore diffusione dell'impianto dei dispositivi di
supporto al cuore, ad oggi ancora molto limitato, se si
pensa che in Italia ne vengono applicati circa 30 all'anno
rispetto a una media di 300 trapianti di cuore".
Finora questo cuore-pila è stato impiantato in 14
pazienti, in una sperimentazione avviata nei centri
cardiochirurgici di Lovanio, Hannover e Munster. "Sto
cercando di portarlo a sperimentare anche in Italia -
conclude Vitali - e spero di poter essere il primo a
impiegarlo, in uno dei nostri centri Humanitas di Rossano o
Bergamo". |