|
E'
italiano il primo defibrillatore "senza fili", in grado cioé
di correggere il battito impazzito del cuore senza la
necessità di impiantare cateteri. Il nuovo
dispositivo si applica infatti sottopelle e i primi
defibrillatori non invasivi sono stati impiantati in 14
pazienti in Italia, Nuova Zelanda e Olanda nella
sperimentazione clinica appena partita. Lo studio, che
coinvolgerà 320 pazienti in tutto il mondo, dovrebbe
concludersi nella seconda metà dell'anno. Il
primo impianto è stato eseguito il 15 dicembre scorso in
Nuova Zelanda, nell'ospedale di Auckland, mentre il primo
impianto in Europa risale al 17 dicembre scorso ed è stato
eseguito nel policlinico San Donato di Milano dallo stesso
ideatore del dispositivo,
Riccardo Cappato,
direttore del Centro di Aritmologia del policlinico San
Donato e presidente della Società Europea di Aritmologia.
Sempre a Milano, nei giorni successivi sono stati eseguiti
altri due interventi, quindi altri sette ad Auckland e tre
in Olanda, nell'università di Rotterdam. "Tutti i pazienti -
dice Cappato - hanno ripreso la loro vita normale e stanno
bene. Siamo molto soddisfatti della prova di efficacia di
questa nuova tecnologia che ha prodotto risultati positivi
in tutti i casi". Il defibrillatore non invasivo si può
impiantare in modo più veloce (10-15 minuti di intervento
anziché i consueti 45-60) e semplice (non sono necessarie
apparecchiature di imaging), inoltre si riduce del 90% il
rischio di infezioni, emorragie o perforazioni. Elimina
anche la necessità di espianto ed è paragonabile ai
defibrillatori tradizionali sia nel costo (circa 15.000
euro) che nelle dimensioni (simili a quelle di una
saponetta). Il defibrillatore "dolce" è stato
ideato da Cappato nel |