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Sembra che sia
destinata quantomeno a chiarirsi la vicenda della vendita dei
farmaci etici non rimborsabili fuori dalle farmacie. Non è più,
ormai, soltanto un'indiscrezione giornalistica l'orientamento della
X Commissione del Senato (Industria,Commercio e Turismo)
di cassare l'emendamento D'Elia
approvato alla Camera e di rinviare la materia a un
successivo riesame della materia. Il punto, come riportato anche dal
Sole 24 Ore nei giorni scorsi è sempre più condivisa la
convinzione che questa materia non possa essere regolata in
un'ottica puramente industriale commerciale, quindi in una sede come
la X Commissione, e tantomeno a colpi di emendamenti. È vero che se
questa è la posizione maturata in seno alla maggioranza, di cui si è
fatto portavoce Egidio Banti
(Unione),ancora non si parla di uno stralcio vero e
proprio, in quanto lo stesso Banti ha fatto presente che vi dovrà
essere un impegno del Governo a procedere comunque in direzione di
"maggiori liberalizzazioni". E si indica la necessità di provvedere
anche a una riforma della stessa
Legge 833/1978 che istituì il Servizio sanitario
nazionale. Che esista nel Governo questa volontà di andare nella
direzione segnata dall'emendamento, però, è tutt'altro che pacifico.
E se il ministro Pierluigi
Bersani aveva invitato a non stralciare l'emendamento, il
titolare della Salute, Livia
Turco, ha più volte ripetuto la sua contrarietà al
provvedimento. Né, visti i rapporti numerici al Senato, si può
trascurare l'atteggiamento dell'opposizione. Valga per tutte la
dichiarazione dell'ex viceministro della Salute, e vicepresidente
della Commissione Sanità,Cesare
Cursi(AN). Cursi ha dichiarato che gli etici "di fascia C
debbono essere venduti soltanto in farmacia". E ha proseguito
annunciando che "Il gruppo di Alleanza Nazionale ha presentato un
emendamento al ddl Bersani, con primo firmatario il capogruppo
Matteoli, che sopprime l'articolo 2 inserito dalla
Camera. Il ministro Turco ci ha assicurato l'impegno del governo a
far sopprimere tale articolo e quindi ci auguriamo - ha concluso -
che sul nostro emendamento vi sia una vasta maggioranza perché le
farmacie, e i farmacisti che in esse operano, svolgono un ruolo
fondamentale di presidio sanitario che non può e non deve essere
indebolito in alcun modo". |