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Per i malati di diabete bastano poche settimane di glicemia elevata a modificare permanentemente la cellula. La scoperta, insieme ad alcune ipotesi su come bloccare la ' memoria metabolica ', è frutto di uno studio del diabetologo italiano Antonio Ceriello dell' Università di Udine, pubblicato dalla rivista Diabetology.Alla base del fenomeno della memoria metabolica c'é un'alterazione delle proteine dei mitocondri, che si legano al glucosio in eccesso del sangue. Lo studio è stato effettuato sia su colture cellulari che su ratti: nel primo caso le modifiche permanenti si sono mostrate dopo due settimane, nel secondo dopo tre. "E' possibile che nell'uomo i tempi siano più lunghi che nei modelli sperimentali - spiega Ceriello - stiamo comunque studiando nuove molecole che specificatamente possano 'staccare'il glucosio dalle proteine". Lo studio ha dimostrato che una volta legate al glucosio, le proteine producono radicali liberi anche quando la glicemia viene riportata nella norma. Questo fa sì che sisviluppino le complicanze della malattia anche in soggetti ben trattati. Nei ratti una molecola, l'acido alfa - lipoico, si è mostrato in grado però di'spegnere' la memoria metabolica. "Si tratta di una scoperta che può cambiare l'approccio alla terapia del diabete - continua il ricercatore - oggi infatti si suggerisce di attendere prima di passare a un trattamento farmacologico dell'iperglicemia, cercando di far scendere i livelli con la dieta e l'attività fisica, efficaci ma su tempi lunghi. Alla luce di questi dati invece è auspicabile un intervento il prima possibile".
Da: News Sanità di Weber Shandwich, 11/07/2007 |