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Una misura insufficiente per la tutela
dei cittadini, in ritardo rispetto alle esigenza di rigore e
massima qualità nella fabbricazione dei principi attivi
farmaceutici e alla necessità che il consumatore possa
verificarne la provenienza. Ci vorrà insomma altro tempo
prima che le norme di buona fabbricazione siano obbligatorie
per tutti i farmaci venduti in UE, e che sulle confezioni
sia indicata la tracciabilità del prodotto. Aschimfarma,
l'Associazione di Federchimica che raggruppa i produttori
italiani di principi attivi farmaceutici, che da tempo
chiede anche in ambito europeo l'adozione urgente di queste
misure, esprime "vivo disappunto riguardo alla proposta di
modifica di Direttiva che la Commissione Europea ha
pubblicato ieri". Il settore italiano dei principi attivi
farmaceutici può contare su un giro d'affari che per l'85%
(circa 3 miliardi di Euro nel 2007) viene esportato. Secondo
Aschimfarma, le norme proposte non possono scongiurare
situazioni di pericolo per la salute umana. Un precedente è
quello dell'eparina contaminata proveniente dalla Cina (che
ha provocato 149 decessi negli Stati Uniti e quasi 800
reazioni avverse anche nell'area europea).
"Le nostre richieste di intervento sul testo non sono
purtroppo state accolte dalla Commissione - ha osservato
Gian Mario Baccalini,
Presidente di Aschimfarma
-. Le
modifiche introdotte, di fatto, finiranno per posticipare
ancora l'applicazione di alcune norme, la cui adozione è
invece quanto mai urgente. Il giudizio rimane quindi di
seria preoccupazione per questo intervallo temporale che
mette a repentaglio la salute dei cittadini europei". La
proposta di modifica di Direttiva seguirà l'iter di esame
secondo i tempi e le modalità previste dalla procedura di
co-decisione tra Parlamento Europeo e Consiglio dei Ministri
UE. Il Parlamento Europeo si era già espresso in materia
approvando la Dichiarazione Scritta sui principi attivi
n°061/2006.
Questa richiedeva ispezioni obbligatorie da parte di
Autorità europee presso i produttori situati in paesi con
standard qualitativi inferiori a quelli vigenti nell'Unione
Europea, nonché la tracciabilità del principio attivo.
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