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Antibiotici quando non servono, anche per un raffreddore o
una comune influenza: sono i pazienti a chiederli con
insistenza, a volti comprandoli senza prescrizione (che pure
è obbligatoria) o utilizzando quelli rimasti a casa. E i
medici li prescrivono, pressati dall'insistenza dei pazienti
o convinti dal principio della "medicina difensiva" che è
"meglio non rischiare". E così sono proprio gli italiani fra
gli europei che ne fanno maggior uso, con un pericolo:
rimanere fra qualche anno senza le armi per combattere le
terribili infezioni che fino a qualche decina di anni fa era
la prima causa di morte. Crescono infatti le
antibioticoresistenze, cioé la capacità dei batteri di
modificarsi e di resistere ai farmaci che si trasformano in
armi spuntate. In soli 5 anni la percentuale di resistenza
dei ceppi di Escherichia Coli è passata dal 10% al 50% E si
calcola che sui 20 mila casi di morti per infezioni
ospedaliere, circa un quarto, e quindi 5 mila casi circa,
siano attribuibili ad infezioni farmacoresistenti, quelle
causate dai superbatteri che resistono agli antibiotici ora
a disposizione. Ma
la questione è letteralmente sconosciuta a quasi la metà
degli italiani, secondo quando ha rivelato un sondaggio
dell'Istituto Superiore di Sanità. Il 44% li ha utilizzati
in modo scorretto. Il 29%, infatti, ha preso un antibiotico
per curare l'influenza e il 14% per guarire dai raffreddori.
Il 40% degli italiani dichiara, una volta
intrapresa la cura,
di non averla terminata. "Ribadiamo l'importanza di
rivolgersi ai medici", ha detto il sottosegretario con
delega alla Salute
Ferruccio Fazio presentando una campagna informativa per
i cittadini che non ha escluso interventi anche di altro
tipo, non solo sui cittadini, per ridurre l'uso di questi
prodotti in Italia che si posiziona in Europa fra i paesi
con maggior consumo. "Ribadiamo l'importanza di rivolgersi
ai medici", ha detto il sottosegretario con delega alla
Salute Ferruccio Fazio che non ha escluso interventi anche
di altro tipo, non solo sui cittadini, per ridurre l'uso di
questi prodotti in Italia che si posiziona in Europa fra i
paesi con maggior consumo.
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