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Nuovi e incoraggianti risultati di una
procedura chiamata "rMN"
(vibrazione muscolare ripetuta), ottenuti in campo
neurologico, ortopedico, nella stabilità delle persone
anziane e nel recupero dalla fatica in soggetti sani sono
pubblicati sul numero di dicembre del Journal of
Neurological Science.
Gli studi sono stati condotti da ricercatori
dell'Istituto di Fisiologia Umana dell' Università Cattolica
di Roma, in collaborazione con Fondazione Santa Lucia e
EBRI, Università di Perugia e Università La Sapienza di
Roma. La procedura e
la tecnica, spiega il professor
Guido Filippi
neurofisiologo dell'università Cattolica di Roma, si basano
su uno specifico strumento che sviluppa una sequenza di
segnali meccanici di piccolissima ampiezza, che vengono
letti da specifici sensori nervosi presenti nei muscoli e
inviati al Sistema nervoso centrale. Ciò che appare essere
una piccola vibrazione meccanica, è in realtà un codice in
grado di riprogrammare selezionate aree del Sistema nervoso.
Questa procedura è la prima ad agire in modo semplice, non
invasivo e persistente sui controlli nervosi dei muscoli.
Grazie alle stimolazioni muscolari ripetute i ricercatori
coordinati da
Barbara Marconi (Fondazione Santa Lucia e EBRI) e
Filippi sono riusciti a mettere in evidenza modificazioni
della funzione di specifiche aree cerebrali del controllo
motorio, attivando meccanismi in grado di favorire un netto
miglioramento delle funzioni motorie.
I risultati clinici
sono stati osservati non solo in soggetti sani ma anche in
pazienti affetti da conseguenze dell'ictus cronico
(spasticità), anche dopo anni dal danno e in soggetti over
70. "Si tratta - conclude Filippi - della prima evidenza
sperimentale dell'esistenza di una tale possibilità, per
giunta ottenibile con una procedura semplice, non invasiva,
sostanzialmente priva di effetti collaterali". |