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La spesa sanitaria
pubblica non è in crescita a causa del costo dei farmaci. "E' una
credenza da sfatare". Ne è convinto
Andrea Monorchio, docente di economia pubblica all'
Università Luiss Guido Carli di Roma, che ha parlato di
dinamiche della spesa sanitaria nei Paesi Ocse e in Europa, in un
seminario, organizzato a Roma dall'Università Luiss. L'ex Ragioniere
dello Stato ha ricordato che in Italia la spesa farmaceutica
pubblica è inferiore a quella degli altri Paesi. L'esborso per i
medicinali convenzionati, nel 2006, infatti,si è attestato in
Francia a 309 euro pro capite, in Germania a 290, nel Regno Unito a
245, in Spagna a 235, contro i 'soli' 209 dell'Italia, e rispetto a
una media europea di 274. Monorchio ha inoltre sottolineato che la
spesa sanitaria pubblica nel nostro Paese è a livello delle altre
nazioni e "non si può pensare di operare ulteriori riduzioni. C'è
bisogno, al più, di razionalizzarla". Anche perchè l'incidenza della
spesa totale sul Pil è tra le più basse dei Paesi europei e ha avuto
una crescita piuttosto ridotta dagli anni '90 al 2005. Se infatti,
la Francia è passata dall'8,4% del 1990 all'11% del 2005, la
Germania dall' 8,3% al 10,7%, l'Italia è passata dal 7,7% all' 8,9%. |