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La
malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è un iceberg
in rotta di collisione con la qualità di vita di oltre 20 milioni di
persone solo in Italia. Ma per fortuna non siamo sul Titanic e a
suonare l'allarme ci sono i maggiori esperti di Gastroenterologia
nazionali e internazionali, riunitisi a Roma dal 14 al 16 settembre
in occasione del convegno Nexus
2007. Perché uniceberg ? Perché sono numerosissimi i
sintomi che vengono da principio riferiti ad altre patologie e
invece sono proprio sintomi di MRGE. Un esempio? L'80 per cento
delle diagnosi di asma non riferite ad allergia sono in realtà
nient' altro che casi di MRGE, che per mesi vengono trattati con
farmaci sbagliati, con conseguente perdita di tempo, salute e
denaro. "I motivi del boom di casi di MRGE? Si tratta di una
patologia tipica dei Paesi industrializzati", spiega
Sergio Vigneri della Divisione di Gastroenterologia dell'Università
di Palermo, "anche se la crescita economica per esempio
dell'Asia sta globalizzando il problema: tra le concause
innanzitutto l'invecchiamento della popolazione, poi l'obesità e il
sovrappeso, le mutate abitudini alimentari, lo stress, il fumo,
forse anche la presenza di nitrati nei cibi dovuta all'inquinamento.
Ma forse c'è anche qualcosa in più: abbiamo osservato che la
crescita dell'incidenza della MRGE è avvenuta in parallelo con il
declino dei casi di ulcera dovuto all'eradicazione dell'Helicobacter
pylori. Forse la gastrite - che blocca la secrezione acida - faceva
da barriera allo sviluppo della malattia da reflusso, ma non è del
tutto chiaro".Marcello Tonini,
del Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche dell'Università
di Pavia, pone l'accento sulle armi a disposizione per
combattere un nemico così insidioso: "I cosiddetti inibitori della
pompa protonica, farmaci che inibiscono la secrezione acida gastrica
agendo a 360° e bloccandola una volta per tutte, hanno cambiato il
nostro modo di approcciarci a questa patologia. Si tratta di farmaci
con un’elevata efficacia nel ridurre i sintomi, associata ad un buon
profilo di tollerabilità per i pazienti". E la prevenzione? "Evitare
fumo, alcol, bibite gassate", spiega
Fabio Pace della Divisione di Gastroenterologia dell'
Ospedale Universitario ‘L. Sacco’
di Milano, "e soprattutto evitare comportamenti
scriteriati come il pisolino subito dopo i pasti: molto meglio fare
due passi che spaparanzarsi sul divano a vedere la tv. Tanto più che
la tv non è nemmeno di buona qualità !". |