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Più servizi del territorio, cure domiciliari, assistenza vicino al domicilio del paziente, prevenzione attiva. E meno ospedali che si devono trasformare in strutture molto specializzate, riservate solo ai casi più gravi. E' questa la 'ricetta' per contenere la spesa sanitaria - in 'inarrestabile' ascesa per l'invecchiamento della popolazione e l'innovazione tecnologica - secondo gli esperti di sanità che hanno partecipato al seminario
'Strategie di contenimento della spesa sanitaria nell'Europa unita e in Italia', svoltosi venerdì a Roma all'università Luiss Guido Carli. Gli specialisti hanno concordato sulla valutazione positiva del sistema italiano che però, come quello degli altri Paesi industrializzati, ha conosciuto negli ultimi anni un vorticoso aumento della spesa. Un esborso difficile da contrarre, perché legato a fenomeni 'positivi' che vanno sostenuti - aumento dell'età media e incremento della tecnologia, più efficace, ma più cara - ma che necessita di strategie a lungo termine per poter essere sostenuto. Secondo
Andrea Monorchio, docente di Economia pubblica della Luiss, è fondamentale puntare sull'educazione sanitaria, prevedendo corsi persino nelle scuole dell'obbligo, sulla prevenzione, sull'aumento delle cure territoriali e su una politica dei farmaci che promuova l'uso del generico e riduca i costi di distribuzione, per esempio con la distribuzione diretta da parte delle Asl per i malati cronici. |