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Forti riserve sull' eventuale liberalizzazione dei farmaci di fascia C sono state espresse ieri pomeriggio dai rappresentanti della Federazione degli Ordini dei farmacisti (Fofi) nel corso di un'audizione in Commissione Industria del Senato. Lo comunica, in una nota, la stessa Fofi. Il presidente della Federazione,Giacomo Leopardi, il vice-presidente, Andrea Mandelli, e il segretario, Maurizio Pace, sono stati ascoltati in merito al disegno di legge ' Misure per il cittadino consumatore ' approvato dalla Camera il 29 maggio scorso e alla possibilità di introdurre, con un emendamento, la liberalizzazione. "Questa misura, - si legge nella nota - mai adottata in nessun Paese dell'Unione europea, è ritenuta decisamente inopportuna per una serie di motivazioni".Queste le motivazioni sostenute: Nella fascia C ci sono farmaci delicati(stupefacenti, dopanti, antipsicotici, antitumorali, anabolizzanti, pillola del giorno dopo), la cui dispensazione all'interno della struttura farmaceutica garantisce la sicurezza dei cittadini; togliere alle farmacie l'esclusiva su questi farmaci, che costituiscono circa il 50% del fatturato annuo in grado di compensare gli oneri di spesa, può comportare una progressiva riduzione della capillarità attualmente garantita sul territorio, oltretutto anche negli orari notturni; incoraggiare l'apertura delle parafarmacie e dei corner della grande distribuzione, attraverso prospettive di maggiori profitti, significa farsaltare i criteri che disciplinano la pianta organica, favorendo la proliferazione di esercizi senza vincoli di distanza; va ricordato che i farmaci di fascia C sono sottoposti a prezzi fissi e unici su tutto il territorio nazionale: acquistarli in farmacia o altrove non cambia nulla per il portafoglio dei cittadini. Da: News Sanità di Weber Shandwich, 19/07/2007 |