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Le anomalie genetiche trasmissibili per parte di madre possono avvalersi anche in Italia dell' analisi genetica che si effettua sull'ovocita, nel primo globulo polare, evitando la selezione degli embrioni. Questo metodo consente di individuare gli ovociti esenti dalle anomalie del gene di cui la madre è portatrice e su questi si può effettuare la fertilizzazione in vitro. Lo afferma il prof.
Carlo Foresta, ordinario di patologia clinica dell'Università di Padova e Preside della Società italiana di fisiopatologia della riproduzione, invitando "alla cautela" nel valutare la notizia diffusa da un quotidiano inglese della nascita di una bimba che non avrà il rischio genetico di un tumore al seno. Questa tecnica - sottolinea il prof. Foresta - è da poco tempo disponibile in Italia e il Centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell'Azienda ospedaliera-Università degli studi di Padova propone questo tipo di analisi in forma assolutamente convenzionata, al prezzo di quattro ticket. "La vicenda riportata dal Daily Mail della selezione dell'embrione non portatore del gene della suscettibilità per il cancro alla mammella, il Brca1, individuato nella famiglia del padre - precisa il prof. Foresta - si riferisce ad un caso in cui l'anomalia, riferita appunto per parte paterna, non poteva essere diagnosticata attraverso l'analisi genetica del globulo polare". Tuttavia la possibilità di selezionare embrioni privi di malattie genetiche già individuate nei genitori, ricorda, "é da tempo nota, ma la gran parte dei genetisti solleva perplessità nel porre sullo stesso piano una alterazione genetica, che comporta una malattia certa, e una struttura genetica, che porta soltanto suscettibilità di malattia". |