SANITA’: Centro nazionale trapianti (Cnt), protocollo nazionale per scambi di rene fra coppie
 

Avrebbero voluto donare un rene al compagno o coniuge ammalato. Ma il loro atto d'amore è stato fermato dall'incompatibilità genetica. Oggi per le coppie più sfortunate si fa strada una nuova speranza: scambiarsi il partner, o meglio i reni. Sfruttando un nuovo protocollo nazionale messo a punto dal Centro nazionale trapianti (Cnt), che prevede la possibilità di donazione crociata tra coppie disponibili a donare un organo al proprio partner o familiare. Cosa significa? Esemplificando si può dire che il donatore di una coppia A può dare il rene al paziente della coppia B con il quale è stata accertata la compatibilità, e il donatore della coppia B può restituirgli il favore donandolo al paziente della coppia A, sempre alle stesse condizioni. Una sorta di trapianto incrociato. Tecnicamente, 'cross over'. Uno scambio di favori, insomma. ''Abbiamo voluto perfezionare la procedura della donazione da vivente - precisa Alessandro Nanni Costa, direttore del Cnt - una tecnica già consentita dalla legge. Il nuovo protocollo riuscirà a garantire un diritto dei cittadini, più che modificare i numeri delle donazioni. Non aspettatevi una rivoluzione '' . Il ragionamento da fare, prosegue, è: ''anche un trapianto in più non può che essere una cosa positiva ''. E ad oggi, sono già arrivate 23 segnalazioni per il ' crossover ', ''un numero che crescerà con il tempo '', aggiunge Nanni Costa. In Italia c'è effettivamente un problema di numeri: rispetto agli altri Paesi, sul trapianto da donatore vivente siamo fanalino di coda. Si tratta di un intervento ancora poco praticato, che copre meno del 5% del totale dei trapianti. A differenza di quanto accade negli Usa, in Giappone e nel Nord Europa dove questa procedura viene utilizzata in più del 50% dei trapianti. Anche il ' crossover ' in alcuni Paesi è già diventato una pratica consolidata. La speranza è che l'Italia segua lo stesso percorso. Secondo il nuovo protocollo, qualora non ci sia compatibilità di gruppo sanguigno o immunizzazione diretta all'interno di una coppia, il paziente potrà ricevere l'organo dal donatore di un'altra coppia con lo stesso problema. Come è successo all'ospedale Cisanello di Pisa nel 2005: nel centro toscano sono stati eseguiti tre trapianti, incrociando i donatori e i riceventi di tre coppie.


Da: News Sanità di Weber Shandwich, 23/07/2007