SANITA’: Prodi, presto regole sui farmaci

L'industria farmaceutica incassa in anticipo rispetto alla finanziaria l'assicurazione che il settore non subirà ancora il meccanismo di tagli ai prezzi, almeno così come quello subito fino ad ora, e che la 'riforma' arriverà nel Dpef e poi con la manovra. A garantire un attenzione nuova è il presidente del Consiglio Romano Prodi assieme al ministro delle attività produttive Luigi Bersani e a quello della Salute Livia Turco, in occasione dell'assemblea pubblica dell'associazione alla quale ha partecipato anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Ma dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, è arrivato un monito al Governo che ancora una volta non convince gli industriali: "Spetta allo Stato introdurre misure ulteriori che incentivino la vendita di farmaci generici" per ottenere risparmi per la spesa sanitaria pubblica e delle famiglie. Ma spingere eccessivamente il piede sull'acceleratore dei generici, secondo il vice presidente di Farmindustria, Claudio Cavazza, è un errore che rischia di "sterilizzare interi filoni di ricerca" spostando ricchezza da chi fa ricerca ai "produttori di materie prime". In attesa di verificare cosa l'esecutivo proporrà gli industriali restano cauti: "ancora non si conoscono le misure" ha infatti spiegato il presidente di Farmindustria Sergio Dompé con un incarico appena rinnovato per il prossimo biennio. "Il tavolo sulla farmaceutica ha fatto un grande lavoro e gli orientamenti sono favorevoli, ma ad oggi non conosciamo ancora la precisa identità dei risultati, né sull'entità e le modalità di fissazione del tetto di spesa, né su altri elementi che pure destano preoccupazione e sui quali non eravamo d'accordo, come il significato reale, per i farmaci, del termine 'maturi' rispetto a quelli innovativi". "E' impensabile chiedere ad una delle aree più fondamentali per la ricerca sacrifici sul fronte della spesa. E' una contraddizione in termini" ha invece sottolineato Montezemolo, rilevando che "i tavoli aperti pongono l'industria farmaceutica nella posizione che merita, un segnale positivo di cui dare atto al Governo. Mi auguro che cambi l'approccio per i prossimi anni. Su questi temi trasversali a tutta l'industria - ha aggiunto - noi ci siamo".  Prodi non ha esitato, durante il confronto con gli industriali, ad ammettere la presenza di elementi distorsivi come appunto il meccanismo di tagli dei prezzi.  "Non nego che le restrizioni della finanzia pubblica - sottolinea il premier - ci abbiano obbligato a frenare, ma noi abbiamo anche ereditato un regolamento fatto di tagli su cui però, da subito, siamo intervenuti". Un primo problema a cui porre rimedio, e che lo stesso Professore giudica "intollerabile", è la differenza di prezzi dei farmaci tra regione e regione.   "Dobbiamo - è la proposta di Prodi - creare stabilità, regole certe che non si cambiano ogni mese e soprattutto portare una maggiore semplificazione". L'industria farmaceutica non può essere chiusa nei confini nazionali ma l'obiettivo deve essere "la creazione di un clima di stabilità così che le imprese straniere che sono in Italia - conclude Prodi - possano operare tranquillamente. L'Italia deve diventare il più bel terreno di ricerca per le industrie straniere". Un auspicio condiviso dal ministro della Salute Livia Turco, convinta che la stabilità invocata dagli industriali possa e debba conciliarsi con la garanzia dei livelli essenziali di assistenza.
 


Da: News Sanità di Weber Shandwich, 27/06/2007