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Ci sono 'cellule killer' che in futuro
gli scienziati potrebbero 'arruolare' contro il cancro. Sono
le cellule 'tetraploidi', con un Dna alterato, la cui
funzione distruttiva del tumore è stata scoperta da un
gruppo di ricerca comune fra l'Istituto Mario Negri di
Milano e il Weizmann di Rehovot (Israele) con i proventi dei
concerti straordinari che ogni anno i due enti organizzano
alla Scala. I risultati di questo studio, pubblicato sull'European
Journal of Cancer, è stato reso noto proprio a ridosso del
concerto scaligero di quest'anno, in programma il 9 dicembre
con la Filarmonica della Scala diretta da Pietari Inkinen.
La ricerca si proponeva di identificare una molecola in
grado di normalizzare la funzione della proteina p53 (il cui
gene mutato è coinvolto in gram parte dei tumori) e della
p73 (stessa famiglia), con conseguenta arresto della
crescita tumorale. Lo studio, firmato tra gli altri da
Massimo Broggini
per il Negri e da
Varda Rotter per il Weizmann, dimostra - riferisce una
nota del Centro milanese - un ruolo importante della
versione 'beta' della proteina p73 sia nel controllo della
crescita della cellula, sia nella regolazione della mitosi,
cioé del processo di divisione cellulare. Sorprendentemente,
questa particolare versione della p73 - sostengono gli
scienziati - interferisce con la stabilità del genoma della
cellule tumorali, favorendo la generazione di cellule 'tetraploidi'
che hanno contenuto di Dna alterato. In persone sane lo
sviluppo di queste cellule pare costituire una via per lo
sviluppo del tumore, ma all'interno del tumore stesso
determinerebbe invece un errato processo di divisione delle
cellule tumorali, causandone la morte. In altri termini -
concludono i ricercatori - queste sarebbero una sorta di
serial killer che, in futuro, potrebbero essere arruolate
per combattere il cancro.
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