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Selezione di notizie riguardanti il mondo farmaceutico, a cura della Direzione Corporate Communication.
 
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12.02.2015
Una morte ogni 20 minuti per diabete, decessi in aumento

Da: MEDICINA

In Italia circa 27.000 persone fra i 20 e i 79 anni muoiono ogni anno a causa del diabete, il che equivale a un decesso ogni 20 minuti. Si tratta di un dato ampiamente sottostimato, sia perché non tiene conto delle fasce di età più avanzate, sia perché molti decessi per cause cardiovascolari, cerebrovascolari e per tumore sono in realtà da attribuire al diabete. E se la mortalità per tumori e malattie cardiovascolari è in diminuzione, quella per diabete cresce dell`1,1% all`anno fra gli uomini e dell`1,3% fra le donne. Sono i dati contenuti nell`Italian Barometer Diabetes Report 2014, prodotto dall`Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation e presentato questa mattina al ministero della Salute. Oltre a ridurre l`aspettativa di vita di 5-10 anni, il diabete è responsabile di complicanze serie e invalidanti. Dal 60% all`80% delle persone affette da diabete muoiono a causa di malattie cardiovascolari. Queste sono da due a quattro volte più frequenti nelle persone con diabete, rispetto a quelle senza, di pari età e sesso, e sono soprattutto le complicanze più gravi, quali infarto, ictus, scompenso cardiaco e morte improvvisa, a colpire più spesso chi ha il diabete. La retinopatia diabetica costituisce la principale causa di cecità legale fra i soggetti in età lavorativa ed è inoltre responsabile del 13% dei casi di handicap visivo. Circa un terzo delle persone con diabete è affetto da retinopatia e ogni anno l`1% viene colpito dalle forme più severe di questa malattia. Sulla base delle stime che danno in continuo aumento la percentuale sulla popolazione di persone con diabete, e considerando che il 3-5% di queste è soggetto a retinopatia ad alto rischio, 90.000-150.000 cittadini italiani sono a rischio di cecità, se non individuati e curati in tempo. 



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11.02.2015
Cervello: non ha stesse capacità "autoriparative" del cuore

Da: RICERCA

Contrariamente a quanto si pensava prima, i tessuti dei diversi organi hanno capacità molto diverse di riparare i danni al Dna. Il cuore, ad esempio, ha maggiori capacità "autoriparanti", seguito dall`intestino, dai reni, dalla milza, dai testicoli e dai polmoni. Il cervello, invece, non ha mostrato alcuna abilità di riparare i danni al suo Dna. Questo è quanto emerso da uno studio della Nova Southeastern University pubblicato sulla rivista Photochemistry and Photobiology. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti in cellule murine in coltura, ma sulla base di studi precedenti i ricercatori hanno scoperto che lo stesso vale anche per gli esseri umani. Gli studiosi hanno esposto cellule derivate dal tessuto di ogni organo a una dose definita di raggi ultravioletti germicidi, causando gravi danni al Dna. Anche se ci sono cinque tipi diversi di riparazione del Dna, i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione sulla cosiddetta "riparazione per escissione di nucleotidi". Questo tipo di riparazione del Dna è un processo complicato che richiede un elevato livello di investimento metabolico da parte della cellula. Le cellule cerebrali possono concentrare le loro energie su altre attività più importanti ed essenziali. "Il corpo umano non è stato progettato per vivere oltre 30 o 40 anni, così i nostri cervelli non hanno come priorità la riparazione del Dna rispetto ad altre funzioni necessarie", ha detto Jean Latimer, una delle autrici dello studio. "I nostri cervelli non sono spesso fisicamente preparati a durare quanto la scienza medica sta permettendo al nostro corpo di vivere. Questi risultati potrebbero aiutare a spiegare la causa principale dietro la perdita di memoria e la demenza", ha concluso.


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10.02.2015
Classifica delle cause del mal di schiena

Da: MEDICINA

Gli improvvisi attacchi di mal di schiena hanno maggiori probabilità di iniziare prima dell`ora di pranzo. Invece, sollevare o spostare qualcosa quando si è stanchi può triplicare il rischio e stare in una posizione scomoda aumenta di otto volte le probabilità di soffrire. Inoltre, fare uno sforzo fisico in modo distratto può aumentare le probabilità di soffrire di mal di schiene di ben 25 volte. Tuttavia, fare sesso o bere alcol non hanno, inaspettatamente, alcun effetto sulla schiena. A fare una classifica delle cause degli attacchi di mal di schiena, è stato un gruppo di ricercatori australiani, guidati da Manuela Ferreira del George Institute for Global Health e della Sydney Medical School. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Arthritis Care & Research. "Questo studio - ha detto la scienziata - dimostra che non è solo lo stress a lungo termine a portare il mal di schiena". La scienziata, insieme al suo team di ricerca, ha esaminato le cause del mal di schiena in 999 pazienti con un`età uguale o superiore ai 18 anni, visitati nella clinica di Sydney. Ai soggetti è stato chiesto che cosa avessero fatto nei quattro giorni precedenti all`attacco di mal di schiena. Ebbene, l`essere distratti durante un compito a maggior rischio ha aumentato le probabilità di soffrire di 25 volte. Attività che comportano posture scorrette - come lo spostamento di oggetti, persone o animali - hanno aumentato il rischio dalle sei alle otto volte. Mentre fare attività fisica moderata o vigorosa ha incrementato di tre volte le probabilità di soffrire di un attacco di mal di schiena, così come ha aumentato il rischio l`essere stanchi e affaticati durante un lavoro fisico. Contrariamente alle aspettative, le probabilità di un 60enne di soffrire mentre solleva un carico pesante sono risultate 5 volte inferiori rispetto a quelle di un 20enne. Questo, secondo i ricercatori, probabilmente perché la persona più anziana ha imparato a sollevare i pesi in modo corretto. "I risultati di questo studio - ha detto Ferreira - sono unici in quanto dimostrano per la prima volta che anche una breve esposizione a una serie di fattori fisici e psicosociali può aumentare significativamente il rischio di mal di schiena. Il messaggio chiave è che le persone dovrebbero fare più attenzione quando sollevano qualcosa. Anche una breve esposizione a carichi pesanti, posture scomode o una distrazione può scatenare un episodio di mal di schiena".


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09.02.2015
Dalle ossa ai reni, stampanti 3d nuova frontiera

Da: MEDICINA

Stampare fratture ossee per valutarle meglio, imprimere tutori traspiranti per mandare in pensione il vecchio gesso, oppure ricostruire le ossa fino ad arrivare nei prossimi anni a creare milza, reni e altri organi artificiali, fabbricati partendo da cellule vive. Il futuro della medicina passa attraverso la stampa 3D che ha aperto nuove frontiere in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Su questo filone di studi accenderà i riflettori `3DPrint Hub`, un appuntamento che dal 5 al 7 marzo metterà in contatto a Fieramilanocity la nuova galassia delle stampanti tridimensionali con il mondo produttivo italiano, analizzando le infinite applicazioni pratiche nella vita reale: dal settore edile a quelli aerospaziale, meccanico e nautico, passando per l`arredo, l`arte e la gioielleria. In particolare, nel settore medicale - spiegano i promotori della 3 giorni, organizzata da Senaf - con le nuove tecnologie di scansione e stampa 3D è possibile rendere completamente digitale e più accurata la produzione su misura di dispositivi come tutori anatomici e ortesi, che potranno essere ritagliati `sartorialmente’ sul paziente. Al tempo stesso il miglioramento delle Tac, sempre più performanti, permette un post-processing tridimensionale che sta rivoluzionando la medicina soprattutto nella sfera ortopedico-traumatologica. Argomento che, durante i lavori, verrà approfondito nel primo Meeting italiano di stampa 3D nel medicale e in ortopedia e traumatologia. "Grazie alla stampa 3D - afferma Nicola Bizzotto, chirurgo ortopedico dell`università degli Studi di Verona - oggi abbiamo la possibilità di toccare con mano e vedere concretamente, in scala `1 a 1`, una lesione o una frattura, consentendo così una migliore valutazione del quadro clinico e un miglioramento del planning chirurgico. A questo va aggiunto un ulteriore aspetto non meno importante, relativo al rapporto medico-paziente. Quest`ultimo, infatti, osservando per esempio il proprio osso fratturato fedele alla realtà in ogni suo aspetto, dimostra un`ottima comprensione della gravità del danno. Ciò porta a un miglioramento sensibile nella compliance del trattamento proposto dal medico". 



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09.02.2015
10 sfide per la catena rifornimento mondiale del pharma

Da: RICERCA

Se la minaccia di una diffusione planetaria delle insidie per la salute diventa sempre più concreta, come ha mostrato il caso Ebola, la catena di rifornimento del pharma resta troppo frammentata e priva di un coordinamento. Dunque il settore si trova di fronte ad almeno 10 sfide cruciali. La diagnosi arriva da un articolo pubblicato di recente da studiosi della Ny University Wagner e del Mit di Saragozza. "Gli eroi", come i medici e gli infermieri anti-Ebola finiti in copertina su `Time’, "possono vincere le battaglie, ma sono le catene di approvvigionamento che vincono le guerre" contro le malattie, sostengono infatti Natalie Privett e David Gonsalvez su `Operation Research for Health Care’. Lo studio mette in luce le aree di debolezza e le necessità chiave per per potenziare le catene di approvvigionamento farmaceutico. Privett e Gonsalvez hanno intervistato e monitorato 22 professionisti con vari ruoli all`interno delle catene di approvvigionamento, chiedendo loro di identificare le 10 maggiori sfide per il settore. Fra i `nodi’ citati più volte emergono: mancanza di coordinamento; gestione delle scorte; assente domanda di informazioni; dipendenza dalle risorse umane; gestione degli ordini; carenza di risposte; problemi di scadenza; gestione del magazzino; controllo della temperatura; visibilità della spedizione. "La mancanza di coordinamento nella catena di fornitura di prodotti globali per la salute è un elemento chiave, che peggiora direttamente o indirettamente quasi ogni altro aspetto", affermano gli autori. Convinti che studi mirati possano e debbano migliorare le forniture soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, contribuendo a salvare vite umane. 



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06.02.2015
Italiano pioniere chirurgia con ipnosi, possibile in 30% pazienti

Da: MEDICINA

L`ipnosi è sicuramente uno strumento efficace in sala operatoria, "ma non può sostituire completamente l`anestesia. Solo un terzo circa dei pazienti, infatti, può fare un intero intervento con questa tecnica che è legata alla capacità del paziente stesso di entrare in stato ipnotico". Lo spiega Enrico Facco, docente di Anestesia e rianimazione del Dipartimento di neuroscienze dell`università di Padova, commentando la scelta dell`Istituto Curie di Parigi di utilizzare l`ipnosi come alternativa all`anestesia totale nelle operazioni di tumore al seno. Per Facco - pioniere di questo tipo di interventi (nel 2013 ha permesso la rimozione di un tumore totalmente senza anestesia, inducendo uno stato di sedazione mentale in una donna allergica ai farmaci) - bisogna ricordare che "l`ipnosi fa leva sulle capacità soggettive del paziente, non dipende dunque dalla bravura di chi la induce. In generale, 3 o 4 pazienti su 10 riescono ad entrare in uno stato ipnotico che permette un intervento o, in odontoiatria dove viene spesso usata questa tecnica, l`estrazione di un dente. Possiamo stimare, poi, un 5-10% di persone non ipnotizzabili del tutto". Il resto della popolazione può avere effetti analgesici minori ma, in ogni caso, "in almeno l`80% dei pazienti questa tecnica ha una grande efficacia nell`aiutare a vivere le cure con serenità, a ridurre l`ansia e l`angoscia della sala operatoria, di cure invasive o diagnosi difficili", dice l`esperto. Si tratta di uno strumento potente, spiega ancora Facco, "per rafforzare la cosiddetta la resilienza, ovvero quella capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Questo permette al paziente di vivere anche la cura più difficile senza essere succube di ansia, angoscia".



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05.02.2015
`Staminali di memoria’ contro il cancro, studio italiano

Da: ONCOLOGIA

Si chiamano `staminali di memoria’. E grazie a una scoperta tutta italiana potranno contribuire a combattere un cancro e le sue eventuali ricadute sfruttando le naturali difese dell`organismo, `armandole’ a lungo termine contro i tumori. Lo studio, pubblicato su `Science Translational Medicine’, porta la firma dell`Istituto Telethon per la terapia genica (Tiget) con sede all`Irccs ospedale San Raffaele di Milano. In sintesi, gli scienziati del Tiget diretto da Luigi Naldini hanno dimostrato che un particolare tipo di linfociti T `Ogm`, modificati con la terapia genica, sono in grado di mantenere nel tempo - almeno per 12 anni - la capacità di riprodursi e di assolvere alle loro funzioni di baluardo contro attacchi esterni. Un lavoro cruciale per il futuro dell`immunoterapia anticancro, che sfrutta le tecniche della terapia genica per trasformare i soldati del sistema immunitario in `killer specializzati’ nella guerra ai tumori. I primi autori della ricerca sono Serena Scala e Luca Biasco. Quest`ultimo nel dicembre scorso a San Francisco si è guadagnato i riflettori del principale congresso di ematologia al mondo, il meeting annuale dell`Ash, American Society of Hematology. È stato lui, 36 anni, bolognese trapiantato nel capoluogo lombardo dopo varie esperienze all`estero, a presentare davanti a 20 mila addetti ai lavori uno dei 6 studi ritenuti più meritevoli tra i 6.500 illustrati al summit. La sua ricerca, che per prima al mondo svelava dove vanno, cosa fanno e quanto vivono le cellule staminali utilizzate in medicina contro malattie un tempo mortali come la leucemia, prendeva le mosse dagli studi di terapia genica avviati quasi 20 anni fa sui malati di Ada-Scid: i cosiddetti `bimbi in bollà, che a causa di un gene difettoso sono privi delle difese immunitarie necessarie a combattere anche un semplice raffreddore. "Anche questa nuova ricerca nasce da lì - spiega Biasco - e dimostra per la prima volta la sicurezza e la durata d`azione di cellule chiave per l`immunoterapia anticancro". 



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04.02.2015
Giornata mondiale contro il cancro. Il Parlamento europeo fa il bilancio di un anno dalla “Carta europea dei diritti del malato oncologico” e lancia 4 nuove sfide

Da: MEDICINA

Piena attuazione della direttiva sulla transfrontaliera anche per i malati di cancro, garantire accesso alle cure oncologiche in tutti gli Stati UE, garantire cure e farmaci innovativi e più coinvolgimenti delle associazioni dei malati nelle istituzioni. L`iniziativa, lanciata da Elisabetta Gardini (FI), ha avuto il supporto di oltre 100 europarlamentari di tutti i gruppi. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, che si celebra come ogni anno il 4 febbraio, la parlamentare europea Elisabetta Gardini (FI) ha promosso, assieme all’European cancer patient coalition e con il sostegno di oltre 100 europarlamentari, un evento per presentare al Parlamento e alla Commissione la ‘Carta europea dei diritti del malato oncologico. Un anno dopò. La Carta Europea dei Diritti del Malato di Cancro, che stabilisce i diritti inalienabili dei malati oncologici, è stata presentata lo scorso anno in occasione della Giornata Mondiale Contro il Cancro ad opera della European Cancer Concord – organizzazione che riunisce esperti in ricerca, innovazione e advocacy del “pianeta cancro” in UE – e dalla Coalizione Europea dei Malati di Cancro (ECPC). La Carta, redatta con un ampio supporto da parte di malati oncologici e addetti ai lavori, è stata supportata dall’ex Commissario per la Salute, Tonio Borg, oltre che da numerosi Europarlamentari. 


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04.02.2015
Troppo esercizio fisico uccide come troppa sedentarietà

Da: RICERCA

Troppo esercizio fisico può uccidere proprio come può farlo lo stare seduti per troppo tempo sul divano. Uno studio del Frederiksberg Hospital di Copenhagen, in Danimarca, ha infatti scoperto che a fare bene sono solo piccole quantità di esercizio moderato. Quindi meglio una corsetta lenta al massimo per tre volte a settimana per non più di 2,4 ore complessive. Per arrivare a queste conclusioni, pubblicate sul Journal of American College of Cardiology, i ricercatori hanno esaminato 5.048 persone sane che hanno preso parte al Copenhagen City Heart Study. Tra queste sono state individuate 1.098 persone amanti dello jogging e 413 sedentarie. Prendendo in considerazione le ore di jogging, la frequenza cardiaca e la percezione individuale del ritmo di esercizio fisico, i ricercatori hanno scoperto che, in 12 anni, chi fa jogging intenso ha le stesse probabilità di morire di chi è sedentario, mentre chi la corsa moderata è risultata associata a una mortalità più bassa e una frequenza cardiaca migliore. "Se il vostro obiettivo è quello di diminuire il rischio di morte e di migliorare l`aspettativa di vita - ha detto Peter Schnohr, autore dello studio - fare jogging un paio di volte alla settimana ad un ritmo moderato è una buona strategia. fare di più non è solo inutile, ma può essere dannoso".


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03.02.2015
40% genitori spinge figli verso disciplina che ama

Da: MEDICINA

Prima di essere genitori hanno praticato uno o più sport. E c`è chi, da tifoso sfegatato, non si perde una partita di calcio o basket. Passioni che vorrebbero trasferire anche ai figli. Così il 40% delle mamme e dei papà spinge i piccoli tra 5 e 7 anni verso lo sport che ama, più che considerare l`inclinazione dei bambini. "È un peccato, perché in questo modo il giovane risponde più alle imposizioni, ai desideri o alle illusioni degli altri, non al piacere e all`interesse per ciò che fa. Troppi genitori, possiamo stimare 2 su 5, iscrivono i figli allo sport che piace a loro, quello nel quale si sono divertiti di più o che hanno solo sognato, oppure a quello che promette guadagni da sogno o fa tanto `chic`". Lo spiega Vincenzo Prunelli, medico e psicologo dello sport, presidente dell`Associazione nuovo sport giovani. Tanto sport "è stato trasformato in un lavoro privo di divertimento, mentre, in concreto, il gioco con poche regole è lo strumento più efficace per provare il nuovo, imparare a vincere e scoprire nuove abilità. Sembra strano - osserva Prunelli - ma il gioco è più efficace di un discorso tecnico o dell`imitazione del gesto di un campione. Per un giovane è lo strumento per arrivare all`intuizione, alla creatività e all`ingegno che distinguono il talento. Troppi genitori vogliono far studiare il figlio da campione e pretendono che dal primo giorno impari i gesti del fuoriclasse - sottolinea il medico - salvo dover fare presto i conti con la realtà. E allora c`è quello che ne fa provare tanti, magari tutti insieme, per trovare quello giusto; quello che lo ritira dallo sport e gli fa sentire tutta la sua delusione e quello, ancora più negativo, che lo costringe a continuare fino a nausearlo".


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03.02.2015
Filo della vita senza nodi, italiani svelano segreto del RNA

Da: RICERCA

Nessuno l`aveva verificato prima ma l`Rna, coinvolto in molte funzioni cellulari tra cui la sintesi delle proteine, sembra essere l`unico `filamento della vita a non avere nodi. A descrivere la sua insolita struttura a `trifoglio, che a differenza di quello che accade al Dna è priva di nodi, è un team di ricerca di cui fanno parte ricercatori della Sissa di Trieste. Nel corso degli anni, i progressi nel campo della biologia strutturale hanno stabilito che proteine e Dna non sfuggono alla legge statistica in base alla quale, se c`è un filamento molecolare abbastanza lungo e compatto, questo sarà inevitabilmente annodato. Ma nessuno finora aveva esaminato il caso del Rna. Utilizzando una banca dati pubblica che consente agli scienziati di condividere le informazioni sulla struttura di proteine, Dna e Rna, gli italiani Cristian Micheletti e Marco Di Stefano dalla Sissa, insieme a Henri Orland della Cea di Saclay hanno avviato una ricerca dei nodi. "Ci aspettavamo che questa molecola lunga e molto flessibile si comportasse come le altre, e formasse nodi con una certa frequenza", spiega Micheletti. "Invece ci siamo trovati di fronte ad una sorpresa: su 6.000 strutture note, solo in tre casi c`erano nodi sospetti". Sospetti, poiché i tre casi potrebbero in effetti essere falsi. "Il database, infatti, contiene più descrizioni della stessa molecola inserita da gruppi di ricerca distinti utilizzando diverse tecniche sperimentali con vari gradi di risoluzione. Confrontando le descrizioni alternative dei nostri" candidati nodi, "non abbiamo riscontrato casi effettivi" di grovigli. In natura l`Rna tende ad assumere configurazioni geometriche particolarmente semplici. "Le ragioni alla base di questa disarmante semplicità sono probabilmente molteplici", continua Di Stefano. "È plausibile che la composizione chimica dell`Rna si sia evoluta" così per facilitare le operazioni del macchinario molecolare che lo decodifica, per sintetizzare le proteine. Eventuali nodi influiscono negativamente il processo”.


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02.02.2015
9 mln italiani l`anno con la tosse, 1 su 3 chiede farmaci senza ricetta

Da: MEDICINA

Nove milioni di italiani alle prese ogni anno con la tosse, e uno su tre va in farmacia chiedendo un medicinale senza prescrizione medica. Secondo gli ultimi dati, per vincere questo problema si spendono sino a 100 milioni di euro all`anno. Si parla di tosse a Verona, durante la seconda e ultima giornata del 18° Congresso nazionale sulle malattie respiratorie `Asma bronchiale e Bpco: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie’, organizzato da Roberto Dal Negro, responsabile del Centro nazionale studi di farmacoeconomia e farmacoepidemiologia respiratoria. Esistono vari tipi di tosse, spiegano gli esperti: c`è quella da ipersensibilità, legata a piccoli sbalzi di temperatura, stimoli meccanici o esposizione a sostanze chimiche. Poi ci sono quelle più classiche o le sinusiti, o la bronchite virale e quelle scaturite da virus influenzali. E se non passa si corre dal medico: si stimano 5 milioni di visite all`anno. I più colpiti sono donne e bambini: se per quanto riguarda il secondo gruppo, fino agli 8-10 anni, la motivazione è legata a un sistema immunitario ancora incompleto, e quindi più esposto alle infezioni, per le donne si è ipotizzato che ci sia una maggiore sensibilità nel rispondere agli stimoli esterni con la tosse. Da un punto di vista geografico, i più colpiti sono gli abitanti del Nord Italia (+25%), rispetto a quelli del Centro Sud. "Non ci sono farmaci adatti per guarire dalla tosse - afferma Dal Negro - Al momento si lavora su alcune molecole per placarla, farmaci particolarmente promettenti, ma non ancora disponibili. Ad oggi tutto ciò che viene fatto per la tosse potrebbe avere risultati nulli, a meno che non si capisca la causa e la si combatta direttamente. Non si è ancora mai dimostrata nessuna significativa superiorità ad esempio rispetto ai rimedi naturali, che possono essere miele e propoli. Questo non significa che non siano validi, ma che il confronto non permette di optare per una scelta o per un`altra. Sicuramente in alcuni casi, quelli più gravi, è opportuno puntare al farmaco, almeno per il suo effetto sedativo. Altrimenti si può provare ad usare per alcuni giorni latte caldo e miele - suggerisce - e vederne gli effetti". 

 


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02.02.2015
Aiutare gli altri e studiare, due segreti contro le malattie

Da: MEDICINA

Aiutare il prossimo in modo disinteressato o fare volontariato sono azioni in grado di dimezzare il rischio di ammalarsi di tumore; avere un elevato livello di istruzione dimezza il rischio di malattie gravi come il diabete, fare sport e tenere la linea riduce del 30% il rischio di malattie come infarto e diabete. Sono alcuni dei dati emersi dal Rapporto `Salute e Felicità` CEIS Tor Vergata-Fondazione Angelini, coordinato da Leonardo Becchetti dell`ateneo romano, che sarà presentato a Palazzo Giustiniani. La ricerca, su oltre 100.000 osservazioni individuali sugli over-50 di 19 Paesi europei, anticipa Becchetti, mostra anche che in termini economici la riduzione di felicità causata da una malattia cronica equivale per una persona a una perdita media annua di 45-80mila euro a seconda della malattia. Dirimente è risultata anche la spesa sanitaria: più aumenta rispetto al Pil, più si riduce il rischio di malattie croniche della popolazione. E il rendimento di investimenti in sanità è notevole perché se la riduzione di felicità legata all`insorgere di una malattia cronica equivale a una perdita in denaro, al contrario prevenire o curare una di queste malattie produce ricchezza. 


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30.01.2015
Creato cervelletto in provetta, grazie a staminali embrionali

Da: RICERCA

Un modello `vivente e in 3D del cervelletto, molto simile all`originale, in grado di fornire indicazioni dettagliate per ricreare in laboratorio strutture neuronali. I primi tessuti si sono auto-assemblati spontaneamente formando una struttura simile all`originale. È quando realizzato in uno studio dai ricercatori del Centro di biologia evolutiva Riken in Giappone, i ricercatori sono riusciti a far auto-organizzare cellule staminali embrionali umane, grazie al fattore di crescita chiamato Fgf2. La ricerca è stata pubblicata su `Cell Reports`. Uno degli obiettivi primari della ricerca è quello di creare tessuti coltivati in laboratorio da cellule staminali indifferenziate in grado di sostituire parti del corpo danneggiate, ad esempio per pazienti colpiti da atassia spinocerebellare. Per il sistema nervoso questa è una sfida particolare perché non solo devono essere generati neuroni specifici, ma devono essere collegati in modo specifico.


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30.01.2015
L`esperto, al sud più rischi malattie respiratorie

Da: MEDICINA

Quello delle malattie respiratorie ostruttive è un problema più grave di ciò che comunemente si pensa. Una persona su due non sa di essere malata, il 30% degli asmatici e fino al 50% dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) non hanno mai ricevuto una diagnosi. Se ne parla a Verona al 18° Congresso nazionale sulle malattie respiratorie, organizzato da Roberto Dal Negro, responsabile del Centro nazionale studi di farmacoeconomia e farmacoepidemiologia respiratoria, con sede a Verona. "La Bpco prevale, paradossalmente, al Sud - spiega Dal Negro - complici la maggiore propensione al fumo, l`industrializzazione, lo `smaltimento dei rifiuti, l`inquinamento stradale e veicolare". Durante il Congresso sarà anticipato il primo studio di outcome (condotto in 47 centri in 10 Paesi Europei) su una molecola sintetizzata in Italia, con proprietà di anti-adesività batterica di anti-ossidazione e di anti-flogosi, riscoperta negli ultimi anni per la sua efficacia nella Bpco. L`attenzione degli esperti è alta anche perché, rispetto allo scorso anno, i costi della Bpco in Italia, già elevatissimi, sono ulteriormente aumentati. Rispetto ai 9 miliardi di euro precedentemente calcolati, oggi si stima un ulteriore aumento di oltre il 15% dei costi, arrivando a superare i 10 miliardi. Oltre il 75% di questa somma è legata ai costi dovuti ai ricoveri ospedalieri. "Indipendentemente dai localismi decisionali, è perfino troppo evidente che il prossimo futuro - spiega Dal Negro - questa malattia dovrà essere gestita prevalentemente sul territorio, e riservando all`ospedalizzazione solo le situazioni più gravi o emergenziali. Una vera ed efficiente programmazione in tal senso non può prescindere da un qualitativo e quantitativo contributo della medicina generalistica. Per quanto l`asma, poi, i costi a essa correlati superano 5 i miliardi di euro all`anno. Asma bronchiale e Bpco assieme valgono più di 1 punto di Pil: è quindi giustificato lo sforzo organizzativo e programmatorio per tentare di governarne al meglio".



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26.01.2015
Esperto, su screening neonatale superare differenze regioni

Da: MEDICINA

Sono circa 60 le malattie rare metaboliche, causa soprattutto di ritardo mentale e altre patologie, che possono essere identificate e trattate tempestivamente grazie allo screening `allargato neonatale, a partire da test realizzato su un piccolo prelievo di sangue. Analisi disponibili in Italia, dove ogni neonato è comunque sottoposto da tempo a test di base, che però seguono percorsi diversi a seconda delle Regioni e non sempre sono garantite tutte le ricerche già possibili. "Occorre superare le differenze e garantire omogeneità", dice Nicola Longo, genetista pediatrico dell`Università dello Utah a Salt Lake City, presidente della Società per le malattie metaboliche ereditarie americana (Simd). L`esperto sarà in Italia per un ciclo di conferenze sul tema - ideate e organizzate da Fondazione Sigma-Tau in collaborazione con le rispettive istituzioni - a partire da lunedì all`ospedale Bambino Gesù di Roma, al Meyer di Firenze il 27 e infine al Dipartimento di Pediatria dell`ospedale di Padova il 29 gennaio. "Anche negli Usa fino a 10 anni fa- continua l`esperto - tra gli Stati c`era molta disparità. Ma poi si è arrivati a mettere a punto un iter condiviso, e ora, un bimbo che nasce negli Usa, in qualsiasi città, può beneficiare degli stessi esami che permettono di intervenire per tempo contro malattie con esisti gravi. Anche l`Italia dovrebbe arrivare a una maggiore omogeneità regionale". Ma serve organizzazione. Lo "screening non è solo un test, ma un programma che deve mettere insieme la struttura di sanità pubblica, il laboratorio di screening, il laboratorio di conferma diagnostico, il pediatra di base ed il medico specialista".



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19.01.2015
Tumori: statine possono fermare diffusione metastasi

Da: ONCOLOGIA

Le statine, noti farmaci che tengono a bada il colesterolo alto, possono contribuire a fermare la diffusione del cancro. Almeno questo è quanto emerso da uno studio della University of Pittsburgh, pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Le cellule tumorali hanno bisogno del colesterolo per espandersi dal tumore originale e per creare metastasi. Ora gli scienziati americani hanno dimostrato che le statine potrebbero essere in grado di fermare le cellule responsabili della diffusione mortale del cancro. In una serie di esperimenti in provetta, gli studiosi hanno dimostrato che i farmaci anti-colesterolo lavorano meglio contro alcune cellule tumorali rispetto ad altre. "Anche se le statine probabilmente non sono efficaci contro il tumore primario del paziente, potrebbero invece agire per bloccare la capacità del tumore di metastatizzare"; ha detto Zoltan Oltvai, autore dello studio. "Questo è molto importante perché la maggior parte dei malati di cancro muore per le metastasi", ha aggiunto. Una soluzione potrebbe essere quindi quella di somministrare le statine insieme agli altri trattamenti standard, come la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.



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15.01.2015
L`esperta, paese impaurito dal terrorismo si ammala di più

Da: MEDICINA

"Con la paura del terrorismo gli italiani si ammaleranno di più. Una popolazione impaurita è fortemente a rischio dal punto di vista della salute". Lo afferma Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell`Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap). "Quando tra le persone comincia a serpeggiare la paura è necessario cominciare a operare forme di rassicurazione per bloccare l`onda del panico che velocemente rischia di coinvolgere tutti", aggiunge l`esperta, che è anche supervisore Emdr. "La paura può scatenare sintomi di depressione, ansia, panico e può far mettere in atto comportamenti di difesa che tenderanno a farci sentire protetti evitando le situazioni di aggregamento e di trasporto. La gente rischia di bloccarsi in casa o in circuiti ristretti dove avrà la sensazione di essere protetta. Tutto ciò potrà incidere negativamente sia sulla vita personale dell`individuo ma molto anche sull`organizzazione sociale. Per non parlare del disagio psicologico che comunque potrà tendere ad aggravarsi", dice Vinciguerra. Secondo la psicologa, "Ci sentiamo in pericolo. Gli attacchi terroristici ci minano nella nostra ricerca di stabilità, di certezze con le quali cerchiamo di placare le nostre ansie. Si tende quindi a fare programmi sempre più contenuti, sperando che la brevità delle esposizioni riduca il potenziale pericolo". È necessario, dunque, far sentire gli italiani protetti. Il rischio, altrimenti, è che la tensione si traduca nell`individuare il nemico nello straniero creando situazioni di conflitti che potrebbero risolversi anche in modo molto aggressivo. "È anche importante che tutta i media tengano conto delle ripercussioni che l`informazione, che ovviamente va data, può avere, dell`impatto emotivo sulla popolazione".



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15.01.2015
La ricerca, morti fra `under 80` eradicate in 30 anni

Da: RICERCA

Le morti per tumore fra gli `under 80` potrebbero essere eliminate nei prossimi 30 anni. A stabilirlo è una ricerca dell`University College of London, che ha analizzato i tassi di mortalità per i più comuni tipi di cancro: oggi sono estremamente ridotti rispetto al 1995 e, prevedono gli esperti, continueranno a calare. Anche se non si tratta di una `bacchetta magica’, i progressi garantiti dalla diagnosi precoce hanno già drammaticamente ridotto il numero dei morti, un andamento che dovrebbe portare, entro 30 anni, alla fine dei decessi per cancro fra bambini e adulti. Inoltre i ricercatori si aspettano importanti progressi anche dai nuovi trattamenti per i tumori in stadio avanzato. E dalla scoperta di nuovi farmaci sempre più mirati. "Se noi mettiamo tutte queste cose insieme, questi killer dei bambini e degli adulti potranno essere battuti", spiega al `Times` il coautore del rapporto, David Taylor. 


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12.01.2015
Ferite sulla pelle e melanoma, batteri sotto accusa

Da: ONCOLOGIA

I ricercatori del King`s College di Londra hanno identificato un nuovo meccanismo che attraverso le ferite sulla pelle porta allo sviluppo di melanomi. Sotto accusa i batteri e il `legame pericoloso con le cellule immunitarie, un processo che - secondo lo studio pubblicato su `Nature Communications` - potrebbe spostare l`ago della bilancia tra la normale riparazione di una ferita e la formazione di una neoplasia in alcuni pazienti. L`associazione tra danni ai tessuti, l`infiammazione cronica e il cancro è già conosciuta, ma sono ancora poco studiate le cause. Ora lo studio, che ha dimostrato come i batteri presenti sulla pelle possono contribuire allo sviluppo di tumori, apre nuove possibilità terapeutiche per chi soffre di ulcere croniche o di malattie vescicolari della pelle. I ricercatori hanno utilizzando per i loro studi i topi, ebbene quando le cavie erano vittime di un`infiammazione cronica della pelle si sviluppavano i tumori nel sito della ferita. "In questo contesto l`attività di un particolare recettore delle cellule bianche del sangue (TLR-5), potrebbe spostare l`ago della bilancia tra normale riparazione della ferita e la formazione di tumori", avverte Fiona Watt, autore della ricerca, che prosegue "i nostri suggeriscono che l`uso di antibiotici specifici e mirati su una gamma di batteri che sulle ferita potrebbe essere una nuova strada da esplorare a livello clinico". 



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12.01.2015
Impianto elastico fa camminare di nuovo topi paralizzati

Da: RICERCA

Un impianto elastico che si muove insieme con la spina dorsale per ripristinare la capacità di camminare nei ratti paralizzati. È l`esperimento portato avanti con successo dagli scienziati dell`Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne. Gli impianti sono da tempo studiati come possibile soluzione dei danni da lesioni del midollo spinale, ma quelli rigidi hanno finora fallito. Il team svizzero ha dunque messo a punto una soluzione flessibile che ha dato, secondo gli esperti, "risultati innovativi". Il midollo spinale è come un`autostrada con segnali elettrici che corrono su e giù al posto delle automobili. Le lesioni spinali portano alla paralisi quando i segnali elettrici vengono bloccati in una sorta di ingorgo e non possono più arrivare dal cervello alle gambe. L`ultima innovazione, descritta sulla rivista `Science, è un impianto che si muove con il corpo e fornisce stimolazione sia chimica che elettrica. È costituito da silicone elastico e il cablaggio è realizzato in oro. Testato su topi paralizzati, gli animali sono riusciti a muoversi di nuovo. I tempi per l`utilizzo dell`impianto nelle persone non saranno immediati: occorre sviluppare materiali ad hoc. "Ma crediamo veramente che potrà rappresentare una tecnologia solida e robusta per gli esseri umani", dicono gli autori della ricerca.



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23.12.2014
Progetto pubblico in GB, screening DNA contro cancro e malattie rare

Da: RICERCA

Un nuovo progetto di genetica potrebbe aiutare a sbloccare la ricerca su una serie di malattie devastanti, promette il Sistema sanitario inglese. Il progetto pubblico coinvolgerà infatti 11 centri di Medicina Genomica negli ospedali d`Oltremanica per raccogliere campioni di Dna che aiuteranno a elaborare trattamenti mirati per una vasta gamma di patologie. Il progetto, di cui parla la Bbc news on line, si concentrerà sul cancro e le malattie genetiche rare. L`obiettivo è quello di sequenziare 100.000 genomi entro tre anni, al fine di sviluppare nuovi test diagnostici e farmaci, e saranno i medici a offrire ai pazienti la possibilità di partecipa a questo sistema rivoluzionario: dovranno accettare che il loro codice genetico e le cartelle cliniche - spogliati di tutto ciò che potrebbe identificali - vengano messi a disposizione di case farmaceutiche e ricercatori. Per quanto riguarda il cancro, di 25.000 pazienti oncologici saranno messi a confronto il codice genetico dei loro tessuti sani rispetto a quelli malati. 


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23.12.2014
Herpes 8 si trasmette con saliva, la conferma da uno studio

Da: RICERCA

Può bastare la saliva per trasmettere herpesvirus umano 8, microrganismo causa del sarcoma di Kaposi e di rare malattie linfoproliferative. La nuova conferma sulla trasmissione salivare di questo agente patogeno arriva dai ricercatori dell`università di Roma Sapienza e della University of Maryland School of Medicine di Baltimora, che hanno condotto uno studio che sarà pubblicato su `Prevention and Research`. La modalità di trasmissione più frequente dell`herpesvirus umano 8 (Hhv-8) è quella sessuale, ma da qualche tempo alcuni studi suggeriscono una possibile via di trasmissione non sessuale, individuando il rischio nello scambio di saliva. I ricercatori delle università di Roma e Baltimora hanno condotto uno studio su 130 bambini dell`Uganda e sulle rispettive madri dimostrando una relazione significativa della trasmissione del virus da madre a figlio tramite lo scambio di saliva infetta. In zone dell` Africa sub-sahhariana, la presenza di Dna del virus Hhv-8 nella saliva di bambini - per i quali non c`è trasmissione sessuale - conferma che può esserci una trasmissione familiare. Il sarcoma di Kaposi, causato da questo virus, è un tumore che origina da cellule vascolari e linfatiche e si presenta con macchie violacee su cute, mucose e anche su organi e apparati quali ad esempio fegato e tratto digerente. Viene frequentemente riscontrato in paesi quali Spagna, Italia, Grecia, Turchia e Israele e la sua incidenza sta aumentando in seguito alla diffusione dell`Aids. 



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17.12.2014
Yoga non solo antistress, protegge da malattie cuore

Da: MEDICINA

Scegliere lo yoga non solo per scaricare le tensioni e l`ansia: può essere anche un buon modo per proteggersi contro le malattie cardiache. Sopratutto per chi non ha tempo o voglia di fare un`attività fisica più intensa. Lo suggerisce una revisione di 37 studi sull`argomento, che hanno coinvolto 3mila persone, condotta dall`Erasmus University Medical Center di Rotterdam, pubblicato sulla rivista `European Journal of Preventive Cardiology`. I vantaggi secondo gli esperti sono legati agli esercizi che vengono svolti durante le sessioni di yoga: i muscoli e la respirazione lavorano portando più ossigeno all`organismo e questo fa abbassare anche la pressione sanguina. Lo yoga è dunque un elisir per il corpo e anche per la mente, perché abbassa i livelli di ansia e stress, aiutando a proteggerci contro le malattie cardiache. 



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17.12.2014
Diabete Italia, approvare emendamento su dispositivi medici

Da: MEDICINA

"Sappiamo che è in corso di valutazione l`emendamento all`articolo 39 della Legge di Stabilità sui dispositivi medici per i pazienti cronici, presentato trasversalmente da numerosi senatori. Chiediamo al Governo di dare parere favorevole affinché sia approvato", è l`appello di Salvatore Caputo, presidente di Diabete Italia. "Suggeriamo, inoltre - aggiunge in una nota - che sia specificato che i dispositivi medici possano essere sostituiti solo per ragioni terapeutiche, perché se il malato cronico non concede il proprio consenso informato alla sostituzione di un presidio per lui vitale, non può esserci cambio coattivo. Si rischierebbe di incorrere in contenziosi che danneggerebbero i pazienti, ma anche il Servizio sanitario nazionale e regionale. Non è solo una possibilità, è un preciso dovere. Governo, pazienti e medici hanno lo stesso obiettivo: risparmiare ingenti risorse, finora sprecate. Riteniamo tuttavia doveroso, per il benessere dei malati cronici e del sistema sanitario, che questo emendamento sia ulteriormente modificato e approvato".


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16.12.2014
In Ue ritornano malattie infettive, in forte aumento pertosse Ben lontani da obiettivo eradicazione morbillo entro il 2015

Da: MEDICINA

In Europa ci sono ancora decine di migliaia di casi di malattie infettive prevenibili con i vaccini, con un preoccupante ritorno della pertosse insieme agli `evergreen` morbillo e parotite. Lo afferma il Rapporto annuale dell`European Center for Diseases Control and Prevention (Ecdc). Secondo i numeri del Rapporto, che si riferisce al 2012, l`alto tasso di vaccinazione sta tenendo sotto controllo difterite, rabbia, polio e tetano, di cui si contano poche decine di casi nel territorio europeo. Diverso il discorso per morbillo, che con oltre 11mila casi è ben lontano dall`obiettivo di eradicazione entro il 2015, parotite, con quasi 20mila casi, e rosolia, che si avvicina ai 30mila casi anche se il 98% di questi si è verificato in Romania e Polonia. In forte aumento in diversi Paesi europei la pertosse, di cui sono stati notificati nel 2012 oltre 42mila casi, il doppio rispetto al tasso degli anni precedenti, con Norvegia, Olanda e Danimarca con il maggior numero di casi. L`incidenza è maggiore nella fascia di età tra i 5 e i 14 anni, una circostanza che preoccupa gli esperti, che ricordano come ad esempio in Gran Bretagna si vaccinino le donne in gravidanza al terzo trimestre per proteggere i neonati nei primi giorni di vita. ``Il rapporto mostra che la pertosse non è più solo un`infezione pediatrica - si legge -. L`aumento dell`incidenza in adolescenti e adulti preoccupa, perché questi gruppi sono una fonte di trasmissione per i neonati non ancora vaccinati. Poiché le morti e i casi più gravi si presentano proprio nei neonati le istituzioni dovrebbero valutare un richiamo del vaccino per adulti e adolescenti`. 


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16.12.2014
Infarto da giovani, scoperti due geni colpevoli

Da: MEDICINA

Se il cuore si `spezza’ da giovani, le cause si celano nel Dna. Da uno studio condotto tra Stati Uniti e Italia arriva un importante passo in avanti nella comprensione delle cause genetiche che determinano l`infarto del miocardio, in particolare quello giovanile, legato alla presenza di due geni `colpevoli’. Ai risultati hanno contribuito alcuni ricercatori dell`Università di Verona e dell`Azienda ospedaliera universitaria integrata, Domenico Girelli, Nicola Martinelli e Oliviero Olivieri. Il lavoro, coordinato da Sekar Kathiresan dell`Università di Harvard e del Massachusetts Institute of Technology di Boston, si è focalizzato sui soggetti con un infarto insorto prima dei 50 anni negli uomini e prima dei 60 anni nelle donne. Questi casi, spiegano da Verona, rappresentano un modello ideale per studiare il Dna nell`infarto, dato che in essi il ruolo dei fattori genetici è ritenuto importante. Sebbene stili di vita scorretti quali fumo, diete ipercaloriche e ricche di grassi e scarsa attività fisica siano i principali determinanti dell`infarto, un ruolo importante lo giocano anche i fattori genetici, che possono spiegare circa il 40% del rischio. Negli ultimi anni, con il miglioramento delle tecnologie per l`analisi e lo studio del Dna, sono stati fatti enormi progressi nel riconoscimento dei fattori genetici implicati nell`infarto. Il tutto anche grazie a un maxi-studio veneto, che ha permesso di individuare negli ultimi anni diverse varianti genetiche comuni associate a un rischio moderato di sviluppo di infarto. I ricercatori questa volta si sono concentrati sulle varianti relativamente più rare, ma a rischio più elevato. "Ciò - spiegano - è stato possibile applicando metodiche di sequenziamento del Dna di ultima generazione (Next Generation Sequencing o Ngs) per lo studio degli `esomi’, ossia delle regioni dell`intero Dna che controllano la produzione di tutte le proteine che compongono l`organismo umano". Grazie a queste sofisticate metodiche, in grado di studiare il Dna con una precisione e un`accuratezza impensabili fino a qualche anno fa, i ricercatori hanno individuato due geni particolarmente importanti nello sviluppo dell`infarto miocardico. 


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11.12.2014
Medicina rigenerativa salva soldati feriti e crea nuovi tessuti

Da: RICERCA

Restituire le funzione e l`integrità a tessuti danneggiati attraverso l`impiego di quello che il nostro corpo produce. È l`obiettivo della chirurgia rigenerativa, una settore che negli ultimi anni ha rivoluzionato il lavoro dei medici in campi diversi: in medicina militare, ad esempio, perché si interviene sulle ferite da arma da fuoco grazie a dispositivi `ad hoc` come il `plasma expander` derivato dagli studi della medicina rigenerativa; ma anche in vulnologia, con la cura delle ulcere o del piede diabetico; infine nel campo estetico, con il ringiovanimento del cuoio capelluto e i trattamenti contro alcuni inestetismi. "I fattori di crescita con gel piastrinico sono alla base dei presidi di altissimo livello usati anche in ambito militare, in grado di salvare una vita o permettere al soldato ferito di arrivare vivo nel primo ospedale attrezzato ad un intervento d`emergenza", spiega Valerio Cervelli, direttore della Cattedra di Chirurgia plastica dell`Università Tor Vergata di Roma e tra i promotori della sesta Conferenza internazionale sulla Chirurgia rigenerativa che si apre a Roma in partnership con l`Esercito italiano. Ma il campo della medicina rigenerativa si avvale anche "delle cellule staminali adulte estratte dal tessuto adiposo, che attraverso un processo di filtrazione meccanica consentono di avere cellule necessarie alla rigenerazioni dei tessuti. Così - spiega Cervelli - usiamo le cellule dello stesso paziente non solo per riempire, come nel caso del seno, del viso o per il ringiovanimento della pelle, ma anche per combattere l`alopecia". "Oggi nelle mani dei medici che operano su fronti di guerra ci sono presidi di altissimo livello come il `plasma expander` derivati dagli studi della medicina rigenerativa - ricorda l`esperto - Questa ha tra i suoi obiettivi la ricostruzione dei tessuti e di organi irrimediabilmente danneggiati da malattie, traumi o dal `semplicè invecchiamento, offrendo una nuova filosofia di approccio alla malattia. La prossima frontiera a cui stiamo lavorando è la creazione di una stampate 3D che possa generare tessuti o organi. Questa possibilità rivoluzionerà la biomedicina, aprendo la strada a nuove possibilità di cura e a una migliore qualità della vita dei pazienti".



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11.12.2014
Sviluppato trattamento contro batteri resistenti

Da: RICERCA

Sperimentato con successo un nuovo trattamento molto più efficace degli antibiotici tradizionali nell`inibire la crescita di batteri resistenti ai farmaci, tra cui i cosiddetti "superbatteri" che affliggono gli ospedali e e le case di cura. Ad annunciarlo è stato un gruppo di ricercatori del Center for Vaccine Research della University of Pittsburgh in uno studio pubblicato sulla rivista Antimicrobial Agents and Chemotherapy. I ricercatori hanno sviluppato una versione sintetica e più efficiente di una sequenza di aminoacidi simili a quelli presenti sulla "coda" di una proteina di superficie del virus dell`Hiv, quella che permette di entrare e infettare le cellule. In pratica gli studiosi hanno creato in laboratorio i cosiddetti peptidi antimicrobici cationici (Ecaps), i cui effetti sono stati testati su 100 diversi ceppi batterici isolati dai polmoni di pazienti pediatrici affetti da fibrosi cistica. I risultati sono stati paragonati agli effetti della colistina, uno degli antibiotici standard più potenti, e di un peptide antimicrobico naturale (LL37) . LL37 e la colistina hanno inibito la crescita dei ceppi batterici del 50 per cento, dimostrando un elevato livello di resistenza batterica a questi farmaci. Al contrario i due Ecaps hanno inibito la crescita dei cappi batterici di circa il 90 per cento. "Siamo rimasti molto colpiti delle prestazioni dei due Ecaps rispetto ad alcuni dei farmaci più attuali", ha detto Ronald C. Montelaro, autore principale dello studio. "Tuttavia, abbiamo ancora bisogno di sapere per quanto tempo gli Ecaps sono efficaci prima che i batteri sviluppino resistenza", ha concluso.



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05.12.2014
In futuro per fumatori test allerta precoce cancro polmone

Da: ONCOLOGIA

Gli scienziati dell`University College di Londra hanno scoperto che il modo in cui la luce reagisce a contatto con le cellule umane potrebbe indicare le probabilità che una persona venga colpita dal cancro del polmone. Una sorta di test di allerta precoce soprattutto per i fumatori, ad alto rischio di andare incontro a questa malattia. I risultati degli studi saranno presentati al meeting della British Thoracic Society in corso nella capitale inglese. Utilizzando tamponi nelle guance dei pazienti, i ricercatori hanno scoperto che le cellule di bocca, polmoni e naso di pazienti con cancro del polmone riflettono la luce in modo leggermente diverso rispetto alle persone sane. Gli studi, condotti nella struttura specializzata Diamond Light Source di Oxford, aprono quindi alla possibilità di mettere a punto un metodo non invasivo per individuare le persone che dovrebbero sottoporsi a una Tac per indagini approfondite per confermare la diagnosi di cancro al polmone. Sam Janes, autore dello studio, prevede: "In futuro i fumatori potrebbero sottoporsi a un test dal medico di famiglia o in farmacia". 



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05.12.2014
Farmaco aiuta nervi midollo spinale a crescere e riparare lesioni

Da: RICERCA

Un farmaco che può `incoraggiare’ i nervi del midollo spinale a crescere e riparare le lesioni dopo un incidente o un infortunio. Lo studio della Case Western Reserve University School of Medicine (Usa), pubblicato su `Nature’, ha verificato l`efficacia della molecola `riparatrice’ sui topi di laboratorio. Le cavie hanno mostrato un certo grado di movimento e di controllo della vescica dopo la lesione spinale. Secondo lo studio - riferisce la `Bbc` - il farmaco agisce sul tessuto cicatriziale, consistente come una `colla’ appiccicosa, che impedisce alle cellule nervose di crescere durante un infortunio. I ricercatori hanno iniettato una sostanza chimica sotto la pelle nella zona del midollo spinale interrompendo l`attività della `colla’ che intrappola la parte esile del nervo (l`assone) quando questo cerca di superare la lesione. "È stato incredibile, dopo l`assunzione del farmaco - afferma Jerry Silver, autore del lavoro - gli assoni hanno continuato a crescere". Nei test, 21 su 26 topi hanno mostrato un certo grado di recupero sia nella loro capacità di muoversi che nella funzionalità della vescica.  I risultati degli studi saranno presentati al meeting della British Thoracic Society in corso nella capitale inglese. Utilizzando tamponi nelle guance dei pazienti, i ricercatori hanno scoperto che le cellule di bocca, polmoni e naso di pazienti con cancro del polmone riflettono la luce in modo leggermente diverso rispetto alle persone sane. Gli studi, condotti nella struttura specializzata Diamond Light Source di Oxford, aprono quindi alla possibilità di mettere a punto un metodo non invasivo per individuare le persone che dovrebbero sottoporsi a una Tac per indagini approfondite per confermare la diagnosi di cancro al polmone. Sam Janes, autore dello studio, prevede: "In futuro i fumatori potrebbero sottoporsi a un test dal medico di famiglia o in farmacia". 



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03.12.2014
Studio, dieta mediterranea elisir di longevità

Da: RICERCA

Dieta mediterranea: non solo uno `scudo’ contro malattie croniche e cancro, ma anche un elisir di longevità. Secondo uno studio americano pubblicato online su `Bmj`, condotto da un gruppo di scienziati del Brigham and Woman`s Hospital di Boston su dati relativi a oltre 4.600 donne sane, chi è fedele a uno stile alimentare `all`italiana’ presenta infatti una maggiore lunghezza dei telomeri, sequenze di Dna che incappucciano le estremità dei cromosomi e rappresentano una `spià di invecchiamento: telomeri più corti corrispondono a un`aspettativa di vita inferiore, mentre telomeri più lunghi fanno sperare in un futuro da Matusalemme. Gli scienziati hanno utilizzato i dati del Nurses` Health Study è hanno scoperto che, in generale, mangiare sano regala telomeri più lunghi. In particolare, però, l`associazione con telomeri `XL` risulta in assoluto più forte per chi segue i principi della dieta mediterranea. Il prossimo passo per i firmatari dello studio - Immaculata De Vivo, autore senior, e Marta Crous-Bou, primo autore - sarà quello di capire esattamente quali sono gli ingredienti della dieta patrimonio Unesco che permettono di proteggere i telomeri dagli effetti di stress e infiammazione.


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21.11.2014
Un tappo molecolare per impedire che la cellula diventi tumore

Da: ONCOLOGIA

Il suo nome è TRF2 ed è una proteina strutturale delle regioni terminali dei cromosomi (telomeri), che gioca un ruolo importante nel processo di trasformazione di un cellula sana in cellula tumorale. Bloccarla può quindi rappresentare una efficace strategia antitumorale. La ricerca in questo campo ha ora fatto un passo avanti: un gruppo di ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma ha infatti sintetizzato un piccolo peptide in grado di interrompere i segnali cellulari ad attività tumorale di TRF2. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista internazionale Journal of American Chemical Society. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Istituto Regina Elena e i chimici dell`università Federico II di Napoli e si fonda sull`osservazione che la proteina TRF2, attraverso il suo dominio TRFH è in grado di convogliare al telomero varie proteine che contribuiscono con la loro attività alla formazione del tumore. I ricercatori, basandosi su dati cristallografici disponibili in letteratura, hanno disegnato e sintetizzato un peptide che, legandosi con alta affinità al dominio TRFH di TRF2, inibisce i segnali coinvolti nel processo di tumorigenesi. Questa molecola non è stata scoperta per caso, ma tramite processi di ingegneria chimica, che hanno permesso la modulazione della sua funzionalità e l’ottimizzazione di determinate proprietà, allo scopo di trovare la molecola giusta. Un approccio che rappresenta il futuro della ricerca in questo campo. «La bioinformatica, e nello specifico gli studi predittivi, permetteranno di ottimizzare quei processi che intercorrono tra la fase di ‘disegnò e quella di selezione dei farmaci a bersaglio molecolare e permetteranno, conseguentemente, di abbattere i tempi e, non ultimo, i costi legati alla sperimentazione», ha spiegato la coordinatrice dello studio Annamaria Biroccio. «Lo studio appena pubblicato rappresenta un esempio di come attraverso un approccio multidisciplinare sia possibile in tempi rapidi passare dall`identificazione di un bersaglio molecolare al disegno di un inibitore specifico», ha aggiunto il direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena Ruggero de Maria. 



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20.11.2014
Più smart al mattino, più abili coi numeri di pomeriggio

Da: RICERCA

Se il mattino ha l`oro in bocca, nelle prime ore di luce del giorno il nostro cervello è anche più smart: più abile e flessibile nel ricordare nomi, informazioni e immagini. Invece nel pomeriggio si impennano le abilità matematiche e anche quelle oratorie. A fotografare l`effetto delle diverse ore del giorno, ma anche della durata del sonno, sulla nostra mente è un mega-studio, condotto su decine di migliaia di persone, e presentato al meeting della Society for Neuroscience a Washington. Sonno, umore ma anche ore del giorno e luminosità impattano sulle prestazioni cognitive. Lo studio ha analizzato oltre 60 milioni di dati su 61.407 partecipanti e ha scoperto che la memoria, la velocità e la flessibilità raggiungono un picco al mattino, in particolare tra le 7.00 e le 9.00, mentre attività di conoscenza cristallizzata come l`aritmetica e la dialettica raggiungono un picco nel pomeriggio (rispettivamente tra le 14 e le 20 e tra le 13 e le 15). Il tutto monitorando le performance a una serie di videogiochi di vario tipo. Nel complesso, inoltre, le abilità sono risultate maggiori dopo sette ore di sonno, e se i giocatori erano in uno stato d`animo positivo. "Siamo stati in grado di scoprire queste sottili differenze nelle prestazioni individuali a causa delle particolari caratteristiche della nostra piattaforma online", dice Daniel Sternberg, Ph.D., Data Scientist di Lumosity e autore principale dello studio. "Questi risultati, combinati con altri dati relativi a salute e stile di vita, hanno il potenziale di fornire uno sguardo chiaro sul modo in cui la vita quotidiana e i suoi ritmi può influire sulle prestazioni cognitive".



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14.11.2014
Dolore cronico per 1 italiana su 3, 6 su 10 insoddisfatte di cure

Da: MEDICINA

Il 35% delle italiane, più di una su 3, soffre di dolore cronico. Una sofferenza di intensità medio-elevata che nella metà dei casi colpisce testa, ossa, muscoli e articolazioni, e che compromette umore, sonno e intimità di coppia. Per cercare soluzioni il 60% si rivolge al medico (nel 51% dei casi a quello di famiglia, nel 49% allo specialista) e 4 su 5 assumono farmaci, soprattutto antinfiammatori non steroidei (i Fans, nel 64% dei casi), per controllare il male cronico come pure gli episodi acuti. Ma il 59% delle pazienti non è soddisfatto della terapia e 2 su 5 sono preoccupate per i possibili effetti collaterali. Questa la fotografia scattata dall`Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), intervistando un campione di 1.000 donne italiane dai 35 ai 98 anni. I risultati emersi dall`indagine, condotta con il sostegno del Centro studi Mundipharma e presentata a Milano, confermano i dati epidemiologici secondo cui molte delle patologie causa di dolore cronico sono malattie `in rosa. Onda ha quindi deciso di coinvolgere gli ospedali a misura di donna, premiati con i bollini rosa, nel progetto Cardiopain. L`obiettivo dell`iniziativa è "migliorare la gestione del dolore attraverso una corretta formazione degli operatori sanitari e una loro maggiore consapevolezza circa l`importanza di prescrivere terapie appropriate, nel rispetto anche delle indicazioni e note Aifa". "In Italia la cultura del dolore non è ancora adeguatamente diffusa tanto che, dopo 4 anni e mezzo dall`approvazione della legge 38 e gli sforzi compiuti per la sua applicazione, prevale tuttora l`opinione che il dolore sia un compagno inevitabile della malattia", osserva la presidente di Onda, Francesca Merzagora. "Nel settembre 2013 - ricorda - l`ospedale di Roccadaspide (Salerno) ha avviato, coinvolgendo le Unità operative di Cardiologia, Chirurgia, Lungodegenza riabilitativa, Medicina e Ortopedia, il progetto pilota Cardiopain che prevede l`inserimento nella lettera di dimissione di un esplicito ammonimento in merito all`uso di farmaci antinfiammatori non steroidei e di inibitori selettivi della Cox-2 in pazienti cardiopatici. L`iniziativa ha raccolto l`adesione di 64 ospedali in tutta Italia, andati ad aggiungersi ai 6 ospedali già attenti al tema. Le strutture entreranno a far parte del network Cardiopain e ai loro operatori sarà offerta la possibilità di fruire di corsi di formazione online e residenziali".


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12.11.2014
Oltre 7,5 mln italiani senza fiato solo 1 su 4 si cura

Da: MEDICINA

"Solo un`emozione ha il diritto di lasciarti senza fiato. Le malattie respiratorie no". È con questo appello che gli specialisti si rivolgono agli oltre 7,5 milioni di italiani alle prese con malattie respiratorie croniche come asma e Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Un invito, che diventerà una maxi campagna di sensibilizzazione, a non mollare le terapie, a seguirle correttamente e con costanza e consapevolezza: le 3 `C` dell`aderenza per rimediare a "una fotografia drammatica", spiega a Milano Walter G. Canonica, direttore della Clinica di malattie dell`apparato respiratorio dell`università di Genova e presidente Siaaic (Società italiana di allergologia, asma e immunologia Clinica). Secondo i dati disponibili la metà delle persone affette da queste malattie è senza diagnosi, e più della metà dei pazienti non aderisce correttamente alle terapie e non si cura per più di 3 mesi in un anno. "È uno studio indipendente, condotto di recente nel territorio genovese su 107 mila pazienti, che ha dimostrato come le confezioni di farmaco utilizzate fossero 3,2 invece delle 12 che servono per coprire l`arco di un anno". Alla fine, dunque, "noi riusciamo a trattare solo una minoranza, un paziente su 4", conclude lo specialista. Il quadro peggiora se si guardano i più giovani e gli anziani: da un lato 7 under 14 su 10 dopo un anno hanno abbandonato i farmaci e 6 adolescenti su 10 snobbano proprio le cure; dall`altro oltre il 60% degli anziani segue le terapie per non più di 2 mesi l`anno.


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11.11.2014
Studio Ieo, con super risonanza prostata meno effetti collaterali

Da: ONCOLOGIA

Si chiama risonanza magnetica `multiparametrica’ e secondo uno studio dell`Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano, che ne ha valutato il ruolo nella diagnosi e nella cura del tumore alla prostata, questa tecnica speciale può diminuire i più temuti effetti collaterali del trattamento anticancro - impotenza e incontinenza - a parità di efficacia oncologica. La ricerca, sostenuta dall`industriale di Bergamo Giuseppe Mazza e condotta su 278 pazienti con tumore prostatico in due anni, è stata pubblicata su `Radiology`. Mazza con altri due imprenditori bresciani, Felice Berna e Massimo Bossini, ospiterà la presentazione dei risultati a Castelli di Calepio (Bergamo). L`Ieo, spiega Massimo Bellomi, direttore della Divisione di radiologia, "è uno dei tre centri al mondo e l`unico in Italia ad applicare le tecniche d`avanguardia di risonanza magnetica alla diagnosi e alla cura dei tumori. Un esempio è la `Diffusion Whole Body`, esame che è in grado di individuare lesioni di soli 3 millimetri in ogni parte del corpo e che siamo convinti diventerà il gold standard in oncologia, perché permette di raggiungere livelli di accuratezza straordinari senza usare né raggi né mezzi di contrasto". L`ultima innovazione, continua lo specialista, "riguarda il tumore della prostata: abbiamo perfezionato una tecnica speciale di risonanza magnetica, chiamata multiparametrica, che permette di localizzare con estrema precisione i tumori iniziali all`interno della ghiandola prostatica. Con vantaggi sia per la stadiazione (sapere il tipo di tumore e la sua aggressività) sia per il trattamento: fine delle biopsie multiple che prelevano casualmente campioni di cellule, e una chirurgia più mirata ed efficace". 


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10.11.2014
Italiani scoprono come neutralizzare inefficacia chemio per ovaio

Da: ONCOLOGIA

Scoperto come neutralizzare la chemioresistenza del carcinoma ovarico, il più grande ostacolo per la terapia, un fenomeno che dipende sia da meccanismi intrinseci ai tumori, che dal microambiente circostante. Un team di ricercatori dell`Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma ha identificato un nuovo meccanismo molecolare alla base della chemioresistenza e ha trovato il modo di eliminarlo. La ricerca, coordinata da Anna Bagnato e finanziata dall`Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), è pubblicata su `Cancer Research`. Nel carcinoma ovarico l`endotelina, legandosi al suo recettore e alla proteina adattatrice beta-arrestina, attiva altre reti di segnale e si integra con le via molecolare di Wnt/ß -catenina, responsabile dell`insorgere della chemioresistenza. "Lo studio rivela come neutralizzare gli effetti indotti dall`endotelina - spiega Bagnato, che da anni svolge ricerca su questa proteina - utilizzando il farmaco molecolare macitentan. È stato verificato in modelli sperimentali che il trattamento con il macitentan permette anche ai tumori chemioresistenti di rispondere alla cura con chemioterapici". "Bloccando entrambi i recettori A e B dell`endotelina, espressi sia sulle cellule tumorali che sulle cellule endoteliali dei vasi sanguigni - prosegue - il macitentan inibisce non solo la formazione delle metastasi e l`insorgenza della chemioresistenza, ma blocca anche la formazione di nuovi vasi che alimentano il tumore". In studi in vivo, il nuovo farmaco è risultato superiore ad altri antagonisti, selettivi per il solo recettore A, poiché, grazie al legame prolungato con entrambi i recettori, riesce a colpire sia il tumore che il microambiente tumorale.


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06.11.2014
Bere acqua regolarmente nel tempo riduce rischi iperglicemia

Da: MEDICINA

Adottare buone abitudini alimentari è importante anche contro il rischio diabete. Uno studio condotto su oltre tremila americani con livelli normali di zucchero nel sangue ha verificato che chi ha bevuto 4-5 bicchieri di acqua al giorno aveva il 21% di probabilità in meno di sviluppare iperglicemia nei nove anni successivi, rispetto a chi si limita a 2 bicchieri. A descrivere la ricerca è In a Bottle (www.inabottle.it), in un focus su idratazione e diabete. Lo studio su 3.165 uomini e donne con livelli normali di zucchero nel sangue ha dimostrato i vantaggi dell`acqua per la prevenzione dell`iperglicemia. L`analisi ha preso in considerazione altri fattori che possono influenzare il rischio di alta glicemia come l`attività fisica, il peso e l`età.



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05.11.2014
Ricreate in laboratorio prime fasi sviluppo embrione

Da: RICERCA

Ricreate in laboratorio per la prima volta le prime, importantissime fasi di sviluppo di un embrione, quel momento in cui si `progetta l`essere vivente che ne deriverà. Ricercatori dell`Università di Cambridge (Usa) guidati da Alfonso Martinez-Arias ci sono riusciti utilizzando cellule staminali embrionali, fino a uno stadio in cui c`è una massa critica di cellule - non troppo poche, né troppe - che consente loro di auto-organizzarsi in una struttura corretta per formare un embrione. Tutti gli organismi si sviluppano a partire da embrioni: una cellula che poi si divide generando molte cellule. Nelle prime fasi del processo tutte le cellule si assomigliano e tendono ad aggregarsi in una struttura informe, il più delle volte una `pallina. Poi le cellule iniziano a specializzarsi in diversi tipi di cellule e di spazio, formando un asse che inizia a fornire una struttura per lo sviluppo dell`embrione. Negli embrioni animali, questa fase è seguita da un processo noto come gastrulazione: un movimento che assomiglia a una `coreografia delle cellule che, utilizzando l`asse iniziale come riferimento, fa in modo che si posizioni la testa e la coda, la parte anteriore e la parte posteriore. Nella ricerca pubblicata sulla rivista `Development`, i ricercatori segnalano di aver trovato in laboratorio un modo per `spingere le cellule staminali a riorganizzarsi in maniera da formare un embrione, creando un asse e intraprendendo tutti i movimenti che portano al processo di gastrulazione. Usando questo sistema sperimentale, i ricercatori sono riusciti a generare le prime fasi del midollo spinale. Secondo Martinez-Arias del Dipartimento di Genetica dell`ateneo di Cambridge, "la gastrulazione è stato descritto come `l`evento più importante della nostra vita perché crea il `progettò di un organismo. Siamo riusciti a ricrearlo per la prima volta in laboratorio", assicura.



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31.10.2014
Genitori italiani confusi, 60% li prende per integratori

Da: MEDICINA

Genitori italiani confusi in materia di farmaci. Spesso utilizzano medicinali di automedicazione, quelli senza obbligo di ricetta, per curare i disturbi dei loro bambini. Ma il 60% confonde gli integratori con i farmaci e solo il 31% considera il foglietto illustrativo una fonte di informazione. La buona notizia è che il 77% considera il pediatra come punto di riferimento, seguito dal farmacista (11%). Ma il 15% si affida a `dottor Google’, anche se appena l`8% ritiene affidabile ciò che legge sul web. E ancora: in oltre il 5% dei casi mamme e papà usano impropriamente medicine che hanno già in casa. E spesso non le somministrano in modo corretto, nei tempi e nelle dosi. È la fotografia scattata da un`indagine condotta dal Centro studi della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), presentata a Milano durante un incontro promosso da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione. "Il `dottor Internet` ha spesso provato a sostituire nell`ultimo decennio il pediatra almeno in apparenza - spiega Giampietro Chiamenti, presidente della Fimp - Quando le mamme vengono in ambulatorio molto spesso arrivano già con una diagnosi in mano, soprattutto quelle con una buona istruzione, ma poi per fortuna finiscono per ascoltare il loro pediatra di fiducia. Perché in fondo quello che conta nel rapporto tra medico-paziente, soprattutto quando il paziente è un bambino, è la relazione di fiducia che s`instaura con la famiglia". In questo scenario gli esperti ritengono "fondamentale l`educazione dei genitori a un uso corretto e responsabile dei farmaci di automedicazione", riconoscibili grazie al bollino rosso col sorriso stampato sulla confezione. "C`è molta strada da fare nel campo della conoscenza della possibilità di affrontare i lievi disturbi, soprattutto quelle più frequenti (rinite, febbre, tosse, stipsi) con i farmaci di automedicazione - afferma Adima Lamborghini, pediatra di famiglia e membro del Centro studi Fimp - Le fonti che i genitori ritengono più affidabili (pediatra, medici di famiglia, farmacista) hanno un ruolo in questo processo, ma occorre una sensibilizzazione anche a partire dai mezzi di comunicazione di massa". 


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30.10.2014
Più sesso meno cioccolata, i comandamenti salva prostata

Da: MEDICINA

"Più sesso e meno cioccolata per mettere la prostata al sicuro. Ma anche l`invito ad appendere il boccale al chiodo perché la birra, e in generale gli alcolici e i superalcolici, sono nemici della ghiandola maschile per eccellenza. Al bando pure pepe e frutta secca che, come la cioccolata, sono irritanti. Benvenuta invece una vita attiva, soprattutto sotto le lenzuola. Sono i `comandamenti salva prostata, regole d`oro suggerite dagli urologi italiani per prevenire disturbi come l`ipertrofia prostatica benigna (Ipb), a Milano in occasione del lancio di una nuova campagna di sensibilizzazione sui sintomi della patologia (la quarta più spesso diagnosticata nell`uomo) che avrà come quartier generale i vespasiani di stazioni e aeroporti delle principali città italiane. L`appello rivolto alla popolazione maschile dalla Siu (Società italiana di urologia) è: non sfuggite ai controlli con l`urologo e intraprendete "un percorso di miglioramento dello stile di vita, utile a prevenire l`Ipb", che colpisce circa il 14% degli over 50 (oltre 1,6 mln di persone, 300 mila uomini solo in Lombardia). "Si tratta di un problema che può essere evitato con una vita attiva, una dieta mediterranea in cui si riduca l`apporto di grassi animali, un consumo non eccessivo di alcol - consiglia Aldo Massimo Bocciardi, direttore dell`Unità operativa di urologia all`ospedale Niguarda di Milano - Altrettanto importante, infine, sottoporsi a una visita di controllo urologica annuale dopo i 45 anni".

 


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28.10.2014
Diabetologi Sid, no a glucometro `taglia unica’ per tutti

Da: MEDICINA

Un glucometro `taglia unica’? La Società italiana di diabetologia dice "no" alle gare regionali per l`acquisto di strisce per la misurazione dei livelli di zucchero nel sangue, che portano a scegliere per tutti i diabetici di una regione un`unica tipologia di dispositivo o un paio. "Pur sostenendo ogni iniziativa che abbia come oggetto il contenimento della spesa da parte del Servizio sanitario nazionale e delle regioni", premette il presidente della Sid Enzo Bonora, il prezzo di queste iniziative potrebbero pagarlo i pazienti. La Sid si dice quindi "fortemente contraria" a queste gare e ne spiega i motivi in un documento che presenterà, insieme alle associazioni delle persone con diabete, al ministro della Salute, al Parlamento, alle Regioni e all`Agenas. "Le persone con diabete - ricorda la Sid - potrebbero trovarsi presto costrette a impiegare un`unica o un paio di tipologie di glucometro (il misuratore della glicemia utilizzato per l`automonitoraggio domiciliare) identificate attraverso una gara indetta Regione per Regione. Attualmente sono in commercio una ventina di apparecchi diversi, con le relative strisce reattive, e fino ad oggi le persone con diabete hanno potuto ricevere dal team diabetologico l`apparecchio più indicato alle proprie esigenze: da quelli più semplici, adatti alle persone anziane, a quelli più sofisticati che consentono, ad esempio, di calcolare il bolo di insulina prandiale, adeguandolo alla quantità di carboidrati da assumere con il pasto o elaborare al computer grafici del controllo glicemico in un dato periodo per meglio comprendere che schema terapeutico adottare". "La controproposta di Sid - aggiunge Bonora - è l`individuazione di 3 categorie di strumenti, e relative strisce, a bassa, media e alta tecnologia. A queste categorie, definite con la consulenza dei clinici, dovrebbero essere ricondotti tutti gli strumenti attualmente disponibili e quelli che saranno messi sul mercato in futuro. Per ognuna di queste 3 categorie dovrebbe essere definito un prezzo di rimborso standard, unico su tutto il territorio nazionale, ragionevole per le aziende produttrici e sostenibile per il Ssn, ma tutti gli strumenti dovrebbero restare disponibili". Prezzi di rimborsi unici, osservano i diabetologi, "eviterebbero il ricorso a gare che comportano numerosi problemi, generano potenziali rischi e configurerebbero un aggravio e non una riduzione della spesa." 


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20.10.2014
È tricolore la «molecola freno» anti-infarto

Da: RICERCA

Un gruppo di lavoro made in Italy ha scoperto la "molecola-freno" che potrebbe divenire una chiave per prevenire l`infarto. Questa sorta di freno molecolare riduce il rischio che la placca di arteriosclerosi si rompa arrestando il flusso di sangue al cuore e quindi causando l`arresto cardiaco. È il risultato di uno studio condotto presso l`Università Cattolica di Roma da un gruppo di cardiologi coordinati da Filippo Crea. La ricerca sarà anticipata domani in occasione di un meeting che si terrà al Policlinico Gemelli sul ruolo dell`infiammazione nell`infarto, e verrà pubblicata sulla rivista Basic Research in Cardiology. Straordinarie potenzialità di cura. Il freno rende inoffensive cellule con proprietà infiammatorie che favoriscono la rottura della placca. L`arteriosclerosi è un`infiammazione cronica della parete delle arterie. Spesso si associa a formazione di una placca, un ispessimento dello strato più interno delle arterie dovuto principalmente all`accumulo di grasso e di tessuto, che forma un cappuccio alla placca stessa. La placca si può rompere per vari motivi, tra cui anche l`attacco di cellule infiammatorie che scatenano reazioni locali e la indeboliscono. Gli esperti hanno osservato che queste cellule infiammatorie a ridosso della placca sono dotate di un freno molecolare, la molecola "CD31" che ne contiene l`azione nociva. Si è visto inoltre, spiega Crea, che il freno CD31 può guastarsi lasciando le cellule infiammatorie a briglia sciolta, il che porta alla rottura della placca e quindi all`infarto. A partire da questa scoperta potrebbero essere sviluppati farmaci che potenzino l`efficacia di CD31 specifici per i soggetti a rischio di infarto. Straordinarie potenzialità di cura. 



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15.10.2014
Olio di oliva e noci dieta mediterranea prevengono diabete. A tavola cibi e grassi buoni meglio di diete con pochi grassi

Da: MEDICINA

Per prevenire il diabete alimentare, nei soggetti predisposti, consumare l`olio di oliva e le noci della dieta mediterranea può essere d`aiuto. Lo dimostrano i ricercatori della università di Sant Joan de Reus, a Reus, Spagna, che hanno condotto un`analisi su 5.800 uomini e donne, dai 22 agli 80 anni. La ricerca è pubblicata sul Canadian Medical Association Journal. Nei gruppi che avevano seguito la dieta mediterranea era calato il grasso addominale e scesi anche i livelli di glucosio nel sangue.



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14.10.2014
Ricoveri ripetuti, sindrome da `porta girevole` per 15% malati

Da: MEDICINA

Si chiamano riammissioni e sono il fenomeno per il quale un paziente torna in ospedale entro 30 giorni dal primo ricovero. Rappresentano, insieme alla mortalità, uno dei parametri di efficienza della struttura sanitaria. In Italia interessano il tra il 9% e il 15% dei pazienti ricoverati, mentre la necessità di tornare in ospedale o in sala operatoria dopo un intervento chirurgico coinvolge il 4% dei pazienti: 16 mila casi l`anno. "L`hanno chiamata `sindrome da porta girevole` e sono gli anziani i più a rischio", spiega Francesco Corcione, presidente eletto della Società italiana di chirurgia, a congresso a Roma sino al 15 ottobre. "Un recente studio effettuato su 2 milioni e 400 mila pazienti americani da Keith Kocher dell`University of Michigan School of Medicine e pubblicato su Lancet - sottolinea - ha riscontrato come quasi un paziente anziano su 5 torni al pronto soccorso dopo un intervento chirurgico: il 17,3% una volta e il 4,4% più volte nei 30 giorni successivi. L`analisi è stata effettuata su pazienti con più di 65 anni sottoposti ai 6 interventi chirurgici più comuni negli Usa: angioplastica, bypass coronarico, aneurisma addominale, frattura di anca, neurochirurgia per la schiena e resezioni del colon per cause oncologiche operati nell`ambito del servizio Medicare che assiste gli over 65 ". Ma diminuire questi numeri è possibile. "Si è visto che il tasso di complicanze dopo un intervento alla colecisti eseguito in laparoscopia e quindi con tecniche mini-invasive è sceso dal 2,28% del 2010 al 1,52% nel 2012, secondo i dati del Programma nazionale esiti dell`Agenas 2013 che ha valutato gli indici in 1400 ospedali pubblici e privati". 



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09.10.2014
Indagine su obesità, per italiani nemico è fame da stress

Da: MEDICINA

È lo stress, e la fame nervosa che `accende, il vero nemico della forma fisica e della linea degli italiani, in particolare delle italiane. A dichiararlo l`Osservatorio Poolpharma Research, che - in occasione della giornata di sensibilizzazione Obesity Day, in programma per venerdì 10 ottobre - ha analizzato i dati del database dei partecipanti allo Slimming Program, un programma di snellimento personalizzato che fornisce consigli di dimagrimento ad hoc a seconda delle risposte fornite a un apposito questionario online. I dati ricavati dal profilo degli oltre 50.000 internauti che hanno richiesto un programma di snellimento personalizzato possono essere considerati un vero e proprio ritratto degli italiani alle prese con il dimagrimento, o meglio delle italiane, che costituiscono l`88% del campione: il gentil sesso si riconferma così il più attento alla linea. Inoltre la fame nervosa causata da stress rappresenterebbe la causa principale dei propri problemi di peso per ben il 32% delle donne `censite, contro il 19% degli uomini. Naturalmente non è il solo motivo: il 26% delle donne confessa una difficoltà costante a perdere peso, mentre il 19% soffre di ritenzione di liquidi. Solo il 12% si dichiara vittima di pasti troppo abbondanti, mentre un buon 11% ha additato come causa principale della difficoltà a dimagrire la menopausa o pre-menopausa, stati che notoriamente provocano pesanti disequilibri ormonali.
 


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07.10.2014
Antidiabetici, da AIFA risultati di efficacia e sicurezza registri

Da: FARMACI

L`Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato, in anteprima open access, su una rivista internazionale indicizzata, alcuni dati di efficacia e sicurezza derivati dai Registri di monitoraggio dei farmaci incretino-mimetici exenatide, sitagliptin e vildagliptin per il diabete di tipo 2. Il lavoro, che esce su `Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases`, analizza i dati relativi a oltre 75.000 pazienti inclusi nei tre Registri di monitoraggio per 30 mesi, considerando caratteristiche cliniche dei soggetti, dati di sicurezza, cause di interruzione del trattamento e percentuale di coloro che hanno raggiunto il successo terapeutico in termini di riduzione dell`emoglobina glicata. L`analisi demografica - si legge in una nota dell`Aifa - ha evidenziato che il Registro ha monitorato un ampio numero di pazienti con caratteristiche cliniche solitamente non incluse nei trial clinici registrativi. I profili di sicurezza di exenatide, sitagliptin e vildagliptin emersi dai dati analizzati sono risultati, invece, simili a quelli provenienti dai trial clinici registrativi. Complessivamente sono state riportate 1.116 sospette reazioni avverse, inclusi 12 casi di pancreatite acuta. Rispetto all`efficacia clinica intermedia, in termini di valori di emoglobina glicata (HbA1c), il trattamento con i farmaci monitorati produce riduzioni medie di 0,9-1%, accompagnate da perdita di peso compresa dell`1-3,5%. Il rischio di fallimento terapeutico è confermato nei pazienti con scarso controllo metabolico. Considerando che perdita di peso ed esercizio fisico riproducono parte degli effetti del trattamento farmacologico sul controllo metabolico - osserva l`Aifa - i dati del Registro confermano che il counseling sullo stile di vita e il relativo cambiamento dovrebbero precedere l`intensificazione del trattamento farmacologico con terapie incretino-mimetiche nei pazienti con diabete di tipo 2. I Registri di monitoraggio dei farmaci antidiabetici hanno rappresentato il primo esempio di monitoraggio d`uso nella vita reale di medicinali utilizzati nel trattamento di una condizione ad alta prevalenza come il diabete di tipo 2, i cui pazienti sono generalmente presi in carico dal medico di medicina generale, conclude l`Aifa.



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06.10.2014
EMA pubblicherà report clinici di tutti i prodotti che approva

Da: SANITÀ

L`Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha deciso di pubblicare i resoconti clinici che sono alla base del proprio processo decisionale sui farmaci. A seguito di ampie consultazioni svolte dall`Agenzia con i pazienti, gli operatori sanitari, il mondo accademico, l`industria e altri soggetti europei nel corso degli ultimi 18 mesi, il Consiglio di amministrazione ha adottato all`unanimità la nuova politica. La nuova politica entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, e si applicherà alle relazioni cliniche contenute in tutte le domande di autorizzazione all`immissione in commercio centralizzate presentate dopo tale data. Le relazioni saranno rese pubbliche non appena verrà adottata una decisione sulla richiesta di via libera. "L`adozione di questa politica stabilisce un nuovo standard per la trasparenza nel settore della sanità pubblica e della ricerca e sviluppo farmaceutico", dichiara Guido Rasi, direttore esecutivo Ema. "Questo livello senza precedenti di accesso ai resoconti clinici andrà a beneficio dei pazienti, degli operatori sanitari, del mondo accademico e dell`industria", assicura. La nuova politica dell`Ema servirà anche come utile strumento complementare in vista dell`attuazione del nuovo regolamento europeo sui trial clinici, che entrerà in vigore non prima del maggio 2016. Inoltre, la pubblicazione dei dossier aiuterà anche a evitare la duplicazione di studi clinici, a promuovere l`innovazione e a incoraggiare lo sviluppo di nuovi farmaci.


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02.10.2014
Scoperto come la pelle annienta raggi pericolosi del sole. Eumelanina blocca danni, in futuro nuovi filtri protettivi

Da: RICERCA

Un pool di ricercatori svedesi, francesi e italiani, ha scoperto come la pelle si difende dai raggi ultravioletti dannosi. Fino ad oggi il meccanismo è rimasto ignoto, ora si scopre che in un `picosecondo’ (1 miliardesimo di nanosecondo) la eumelanina, un tipo di pigmento della pelle, reagisce ai `proiettili lanciati dai raggi solari e li converte in calore con una efficienza prossima al 100%, annientandoli. Alla scoperta, pubblicata sul Journal of the American chemical society, hanno partecipato anche i dermatologi della Università di Napoli Federico II. "Abbiamo scoperto - spiega Villy Sundstrom, a capo dello studio, in una nota della Lund University - che la eumelanina converte immediatamente i raggi solari pericolosi attraverso una reazione chimica che disarma letteralmente l`energia degli ultravioletti e previene le reazioni chimiche che innescherebbero danni a catena al tessuto colpito, coinvolte anche nella formazione del tumore della pelle. Nel dettaglio l`impalcatura chimica di questo tipo di melanina gli conferisce una proprietà fotoprotettiva molto robusta ed efficace". "Risolvendo finalmente questo gap - conclude l`esperto - su come il corpo si protegge in modo naturale dai raggi UV, adesso ci potremo dedicare allo sviluppo di migliori prodotti di protezione solare in grado di riprodurre lo stesso principio difensivo naturale della pelle".



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01.10.2014
Asma, sintomi diminuiscono se si evitano strade trafficate. Miglioramento non solo con i farmaci, schivare inquinamento aiuta

Da: MEDICINA

Un esperimento condotto da un allergologo americano su una sua paziente asmatica che si recava tutti i giorni a lavoro in bicicletta ed aveva frequenti attacchi allergici durante i giorni feriali, dimostra che non sono solo i farmaci a dare giovamento agli allergici ma bisogna anche riflettere sul proprio stile di vita. Per esempio scegliendo strade da percorrere in bici lontane dal traffico. Il caso è pubblicato su Annals of Allergy, Asthma and immnulogy. La signora in questione, insieme al suo medico, ha scoperto che il 70% del tempo trascorso mentre si recava a lavoro in bicicletta ogni giorno lo passava su percorsi prossimi a strade molto trafficate. Cambiando l`itinerario, scegliendo vie alternative che le permettevano di passare solo il 15% del tempo a 300 metri dalle strade trafficate, i sintomi asmatici si sono notevolmente ridotti, senza dover ricorrere ai farmaci. "È noto che l`inquinamento peggiori i sintomi dell`asma"- precisa Chris Carlsten, autore della ricerca - "Ma sono poche le persone che riflettono sul proprio stile di vita. Gli allergologi dovrebbero parlare di più con i loro pazienti, per conoscerne lo stile di vita e invitarli a rifletterci, aiutandoli ad eliminare quelle abitudini che peggiorano la patologia, invece che ricorrere semplicemente ai farmaci".



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30.09.2014
Rari 22% casi in Europa, per pazienti internet `salva-vita’

Da: ONCOLOGIA

Si chiamano tumori rari, ma non lo sono poi così tanto. In Europa rappresentano il 22% di tutte le nuove diagnosi: si ammalano circa 580 persone l`anno e sono oltre 4 milioni, in totale, a dover fare i conti con queste neoplasie, ben 186 diversi tipi. L`Italia si colloca al quarto posto in Europa, con 68.500 casi l`anno. Più colpita la Germania, dove le nuove diagnosi sono 94.000 mila l`anno. Questi i dati della rete europea Rarecarenet, presentati da Annalisa Trama, epidemiologa dell`Istituto tumori di Milano, al congresso europea di oncologia medica (Esmo) a Madrid. Rispetto alle forme di cancro più comuni, i pazienti con i tumori rari hanno una prognosi più sfavorevole e una sopravvivenza più bassa, spiega la Trama sottolineando che una delle criticità da risolvere è "la scarsa centralizzazione delle cure. Ad esempio, per i sarcomi, che vanno sempre operati, è emerso da una nostra indagine che ancora troppe strutture in Europa hanno all`attivo al massimo 4 interventi l`anno, e questo va a discapito della qualità delle cure". Per i pazienti il problema principale è la mancanza di cure, ma anche di informazioni. Quando la diagnosi arriva, spesso in ritardo e dopo altre sbagliate, non sanno a chi rivolgersi e inevitabilmente cominciano a cercare nella rete: "Internet mi ha salvato la vita - è la testimonianza di Hans Keulen, malato di cordoma dal 2009 e a capo di un`associazione olandese di pazienti - permettendomi di entrare in contatto con altre persone con il mio tumore, di trovare informazioni su trial clinici e terapie e medici esperti. Certo bisogna stare attenti alla veridicità dei contenuti e c`è il problema della lingua, visto che la gran parte dei siti sono in inglese, ma i social media possono davvero essere d`aiuto ai malati".



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29.09.2014
Incinte durante le cure, chemio e radio non nuocciono al bambino

Da: ONCOLOGIA

Diventare mamma durante le cure contro il cancro è possibile, senza dover per forza scegliere fra la propria vita o quella del bebè. La buona notizia arriva da una serie di studi presentati a Esmo 2014, il congresso europeo di oncologia medica in corso a Madrid. Secondo i lavori condotti da Frédéric Amant, del Leuven Cancer Institute (Belgio), chemio e radioterapia in gravidanza non nuocciono al bambino, che cresce normalmente, senza i temuti problemi mentali o danni cardiaci. Una gravidanza su 2 mila viene complicata dalla diagnosi di cancro. Fra i 2 mila e i 5 mila bambini in Europa, stima Amant, sono nati da donne che hanno scoperto di avere un tumore mentre erano in `dolce attesa’: il benessere e la vita della donna sono in conflitto con quelli del nascituro e medici e pazienti si trovano a dover prendere decisioni difficili. Le conclusioni degli studi presentati all`Esmo fanno chiarezza su questo tema controverso: "Se la chemioterapia viene somministrata dopo il primo trimestre di gravidanza - sottolinea Amant - il bambino non rischia e le donne non devono abortire, né rimandare la cura o partorire prima del tempo". Il primo studio ha confrontato 38 bambini esposti in utero alla chemioterapia, arruolati attraverso il registro del Network internazionale su cancro, infertilità e gravidanza (Incip), e altrettanti bimbi non esposti alle terapie antitumorali: intorno ai 2 anni, non sono emerse differenze significative nello sviluppo mentale dei due gruppi, e anche le dimensioni e la funzionalità cardiaca risultano nella norma per entrambi.



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25.09.2014
3% italiani con Epatite C, più di resto Europa

Da: MEDICINA

L`Italia è il Paese Ue con più alta prevalenza di infezione da virus dell`epatite C. È infetto quasi il 3% della popolazione, di cui la metà non sa di esserlo. "Dopo 25 anni dalla scoperta del virus siamo di fronte alla svolta epocale di sconfiggere la malattia, grazie a terapie combinate composte da farmaci antivirali ad azione diretta, caratterizzati non solo da un alto profilo di efficacia, ma anche da una facile somministrazione orale e da quasi totale assenza di effetti collaterali", afferma Maria Rendina, del Comitato coordinatore dell`Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf) tra i relatori a Roma del convegno `La lotta all`epatite al banco di prova delle richieste dei pazienti e dei bisogni del sistema di salute’, promosso da AboutPharma. Questi farmaci salvavita hanno però un problema: ogni pillola costa circa 600 euro e per un ciclo di terapia servono almeno 60.000 euro. Sono cifre inaccessibili per gran parte dei malati - sottolineano gli esperti - eccessive perché il sistema sanitario italiano possa farsi carico della spesa, e anche per i bilanci di molti paesi Ue, anche per un medicinale determinante per i pazienti infettati dal virus dell`epatite C. "Il problema non è solo il costo della terapia, ma la corretta gestione di una patologia gravata da una lunga storia naturale e pertanto molto costosa - spiega Antonio Gasbarrini, docente di gastroenterologia dell`Università Cattolica di Roma - un farmaco usato al momento adeguato può diventare un risparmio per il Ssn. Il numero dei pazienti da trattare si aggira tra i 300 e i 400 mila, questo pone una delicata questione dell`accesso all`innovazione terapeutica. Servirebbe - suggerisce Gasbarrini - l`adozione di un piano diagnostico-terapeutico unico a livello nazionale e la rapida entrata in vigore del Piano nazionale per la lotta alle epatiti virali che le associazioni, i medici e il ministero della Salute hanno prodotto nella versione definitiva. Questo potrebbe uniformare le cure e l`accesso in tutte le Regioni".



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22.09.2014
Nuovo Css, fra temi farmaci fertilità malate cancro a carico Ssn

Da: SANITÀ

Al lavoro il nuovo Consiglio superiore di sanità (Css), con una donna come presidente per la prima volta in quasi 150 anni. E tra le questioni più urgenti che saranno affrontate già nelle prossime settimane dal Css, la prescrizione di gonadotropine a carico del Ssn (necessario al trattamento di induzione dell`ovulazione per il recupero di ovociti a fini riproduttivi) per la preservazione della fertilità nelle donne con patologie oncologiche che devono affrontare un percorso chemioterapico. Lo rende noto un comunicato del ministero della Salute. "Il Consiglio superiore di sanità - commenta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - è un organo scientifico consultivo fondamentale per il ministro della Salute e sono sicura che nella nuova composizione più snella, con una rappresentanza femminile numerosa e qualificata, con la guida autorevole della presidente, dei due vicepresidenti e dei presidenti di sezione sarà in grado di garantire oltre all`altissimo valore scientifico anche pareri in tempi rapidi, necessari per le decisioni dell`organo di Governo". Il nuovo Consiglio superiore di sanità oltre alla presidente, Roberta Siliquini, direttore della Scuola di specializzazione di Igiene e Medicina preventiva dell`Università di Torino, ha eletto due vicepresidenti: Adelfio Elio Cardinale, professore di Radiologia all`Università di Palermo - che già nel precedente Consiglio ricopriva questo ruolo - ed Eleonora Porcu, responsabile del Centro sterilità procreazione medica assistita presso l`Università di Bologna-Policlinico S. Orsola Malpighi. 



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18.09.2014
Diabete tipo 2, over 75 un malato su 4, raddoppia qualità cure

Da: MEDICINA

In Italia in 8 anni è quasi raddoppiata la qualità delle cure dedicate agli anziani con diabete di tipo 2, un `esercitò di malati in continuo aumento. Dei 3 milioni di persone colpite dalla `malattia del sangue dolce nel Paese, due terzi hanno un`età superiore ai 65 anni, e uno su 4 (25%) è over 75. Una fotografia dell`assistenza al segmento dei pazienti ultra 75enni è stata scattata dagli Annali Amd (Associazione medici diabetologi). Dati dai quali, spiegano gli esperti, emerge che nell`arco di quasi un decennio è stato registrato un miglioramento della qualità delle cure e una diminuzione del rischio di complicanze a cui i pazienti anziani vanno incontro. "Nel 2012 - spiega Antonio Ceriello, presidente dell`Amd - partendo dal database Annali Amd, che raccoglie oltre 500 mila cartelle cliniche di persone con diabete, assistite in quasi la metà dei circa 650 centri diabetologici nazionali, abbiamo pubblicato il primo Rapporto `Anziani con diabete che forniva un`importante fotografia sull`assistenza riservata a questa particolare categoria. Oggi siamo in grado di presentare, al 50esimo congresso dell`European Association for the Study of Diabetes (Easd)" in corso a Vienna, "l`analisi dell`evoluzione della qualità dell`assistenza prestata negli 8 anni dal 2004 al 2011". In questo lasso di tempo è passato dal 19,2% al 35,7% il numero di over 75 con score Q superiore a 25, parametro che identifica la qualità delle cure. Avere un punteggio sopra 25 indica una situazione migliore dello standard, mentre quando si scende sotto questa soglia si vede aumentare il rischio di episodi come ictus o infarto.



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17.09.2014
Lei più sensibile a malattie respiratorie, per lui più danni

Da: MEDICINA

Polmoni tallone d`Achille delle donne. Sono più suscettibili alle malattie respiratorie, ma è il `sesso forte a fare i conti con le forme più gravi. La donna, infatti, è colpita meno frequentemente dalla Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva), almeno in Italia, ed ha una minore compromissione funzionale respiratoria indipendentemente dall`età. Inoltre, se malata, ha una maggiore percezione dei sintomi e attenzione alla sua salute e quindi ricorre prima al medico. L`uomo, forse anche sottovalutando i primi sintomi, si presenta dallo specialista in fase più tardiva, quando l`ostruzione delle vie aeree è di grado più severo. Sono i risultati di una ricerca italiana ad hoc, che verranno presentati nel corso del XV Congresso nazionale Simer- Fip (Società italiana di medicina respiratoria, Genova, 1-3 ottobre), e confermano che prevalenza ed espressione delle malattie respiratorie si differenziano significativamente nei due generi. La necessità di studi mirati nasce dal fatto che le patologie nelle donne sono state trascurate. Studi scientifici e clinici che sperimentano farmaci a volte le escludono quando sono in età fertile, mentre le ricerche epidemiologiche spesso non analizzano separatamente i due sessi. "Esaminando circa 400 pazienti sintomatici, arrivati da noi senza una diagnosi, abbiamo notato che gli uomini presentano maggior prevalenza di Bpco con o senza sovrapposizione di asma, mentre le donne vengono più colpite da patologie di tipo irritativo delle vie aeree, come l`asma, o da sintomi come la tosse cronica associata a rinosinusite", spiega Caterina Bucca dell`Ospedale S. Giovanni Battista di Torino.



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15.09.2014
L`esperto, farsi una lampada aumenta rischio del 16%

Da: ONCOLOGIA

L`estate sta finendo, l`abbronzatura sbiadisce e cresce la tentazione di ravvivarla sotto un lettino. Ma l`oncologo avverte: "Non esistono lampade solari sicure". A ribadire "con forza l`estrema pericolosità" della tintarella artificiale è Tonino Pedicini, direttore generale dell`Istituto Pascale di Napoli, durante la presentazione di un fumetto che sarà distribuito nelle scuole del Sud Italia per la prevenzione del melanoma. "Un recente studio pubblicato dal `Journal of the American Academy of Dermatology`, dell`università di Ottawa" in Canada, "ha sottolineato che il rischio associato anche a una singola esposizione aumenta in media del 16%. Se si superano le 10 sedute si arriva addirittura a un + 34%", avverte l`esperto, ricordando che "il ministero della Salute ha vietato l`uso di queste apparecchiature agli under 18".



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12.09.2014
Tatuaggi, i dermatologi insegnano come conservarli bene. Colori sempre brillanti e occhio a segni di disagio della pelle

Da: MEDICINA

L`American academy of dermatology ha stilato le prime linee guida per la manutenzione dei tatoo sempre brillanti, postando anche un video esplicativo su youtube. Un terzo della popolazione americana fra i 18 e i 25 anni e il 40% degli adulti fra i 26 e i 40 anni possiede almeno un tatuaggio. Sono invece circa un milione e mezzo gli italiani tatuati, e i ragazzi tra i 12 e i 18 anni rappresentano il 7,5% del totale, secondo gli ultimi dati dell`Istituto superiore di sanità. I dermatologi statunitensi bocciano l`uso di creme alla vaselina sui disegni, generalmente usate se la pelle si secca troppo. Meglio quelle a base di acqua perché i derivati del petrolio scoloriscono gli inchiostri del decoro. Anche il sole sbiadisce i colori ed è bene usare dei filtro anti UV con un fattore di protezione solare (SPF) di 30 o più. "Applicare sul disegno la protezione solare 15 minuti prima di andare fuori e riapplicare almeno ogni due ore" ricordano gli esperti. Anche le lampade abbronzanti schiariscono alla lunga gli inchiostri, oltre a favorire la comparsa del cancro cutaneo. "In alcune persone, la luce UV può anche reagire con gli inchiostro e provocare una reazione cutanea dolorosa" precisano gli autori. "Quando si considera un nuovo tatuaggio, meglio farlo sulla pelle libera da nei perché il disegno può rendere più difficile diagnosticare i primi segni di cancro della pelle" - proseguono gli specialisti. "Infine - ricordano gli esperti - se la pelle disegnata cambia aspetto, anche a distanza di anni,b meglio rivolgersi ad un medico perché può essere un segnale di una reazione allergica".



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11.09.2014
Allarme nutrizionisti, pesa troppo quasi 1 bimbo italiano su 2

Da: MEDICINA

Il 45% dei bambini italiani, quasi uno su due, pesa troppo: il 30% è sovrappeso e il 15% è obeso, secondo un`indagine diffusa alla vigilia della ripresa dell`anno scolastico e condotta analizzando le abitudini e le `misure’ di 2.062 bambini di età compresa fra i 6 e i 13 anni. Dalla ricerca emerge che i più piccoli (6-10 anni) si muovono meno dei più grandi (11-13 anni): 9,9% di `sportivi’ contro 18,2%. Inoltre, i bimbi più piccoli consumano meno frutta e verdura e quasi la metà del pesce che mangiano i più grandi. "Si conferma una tendenza negativa sull`eccesso di peso dei bambini che vede l`Italia", patria della dieta mediterranea e prossima a ospitare a Milano l`Expo dedicata all`alimentazione, "ai primi posti della classifica europea", sottolineano gli esperti dell`Osservatorio nutrizionale Grana Padano che ha promosso l`indagine. "La vita sedentaria e la scarsa attività dei bimbi potrebbero spiegare l`eccessivo aumento del peso dei bambini più piccoli, mentre le cattive abitudini alimentari e la scarsa introduzione di fibra potrebbero concorrere a peggiorare il quadro metabolico", spiega Michela Barichella dell`Osservatorio, responsabile Struttura di dietetica e nutrizione clinica Icp Milano. Gli autori dell`indagine hanno lavorato sui percentili di crescita, poiché nell`infanzia e nell`adolescenza l`indice di massa corporea Bmi è un dato molto variabile. Considerando che il 50° percentile rappresenta il valore mediano di Bmi, sono stati paragonati i percentili di crescita a dei binari di normalità ed è stato valutato dove si posiziona il campione preso in esame. È emerso che solo il 20% dei bambini è al 50esimo percentile e che i bambini sopra il 97esimo percentile sono più del 13%. Se si divide il campione per fasce d`età, risulta che il grave aumento ponderale si osserva soprattutto nei bimbi tra 6 e 10 anni (15%); i bambini sovrappeso sono il 30%, quindi il totale dei ragazzini che hanno un peso in eccesso raggiunge il 45%".



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10.09.2014
Linfociti `disertori, italiani scoprono perché` si alleano con cancro

Da: ONCOLOGIA

Lo strano caso dei linfociti disertori: da soldati del sistema immunitario a `natural killer` capaci di scatenare il `fuoco amicò. A squarciare il velo sul tradimento di un sottotipo di cellule immunitarie è un team tutto italiano che ha svelato cosa spinge una particolare popolazione dei linfociti Natural Killer, battezzata Tink, ad abbandonare la loro missione - proteggere l`organismo - e passare dalla parte dei cattivi: nello specifico il tumore ai polmoni. Queste cellule immunitarie si infiltrano, sostenendo la crescita e la progressione neoplastica. Secondo uno studio condotto da un gruppo di scienziati dell`Irccs MultiMedica (guidato da Douglas Noonan, direttore scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus e Adriana Albini, direttore del Dipartimento ricerca statistica Irccs `Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia) i tumori e il microambiente tumorale sono in grado di riprogrammare, o meglio polarizzare, queste cellule `natural killer`, cellule dell`immunità innata in grado di riconoscere in maniera spontanea (naturale, appunto) il cancro ed eliminarlo. Così facendo il tumore favorisce la propria crescita attraverso l`induzione dell`angiogenesi. Il lavoro, che si è guadagnato le pagine del `Journal of the National Cancer Istitute (Jnci), è stato condotto in collaborazione con l`università degli Studi dell`Insubria, l`ospedale di Circolo-Fondazione Macchi di Varese e l`università degli Studi di Messina. E alla scoperta ha contribuito anche un giovane borsista Airc-Firc, Antonio Bruno.



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09.09.2014
Prostata ingrossata per 80% italiani `over 50`, luce verde la cura

Da: MEDICINA

Un nuovo laser per trattare in sicurezza l`ipertrofia prostatica benigna, che affligge l`80% degli italiani `over 50`. Al I Meeting Internazionale New Horizons in the Medical and Surgical Treatment of Bph and Prostate Cancer, al Policlinico Tor Vergata di Roma, si è parlato nuovo tipo di laser al triborato di litio, che risolve il disturbo in un solo giorno con dimissioni in 12 o 24 ore. Il laser a raggio verde, grazie all`istantanea coagulazione dei vasi, è anche l`unico che consente di trattare in sicurezza pazienti finora inoperabili come quelli con malattie cardiovascolari. L`ipertrofia prostatica "è un problema sociosanitario con costi altissimi, con oltre 40 mila interventi chirurgici l`anno, 14.854 ricoveri, 327,8 milioni di euro spesi per il trattamento farmacologico e 74.834 giornate di assenza dal lavoro", dice Giuseppe Vespasiani, direttore dell`Unità Operativa di Urologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata, Roma. "Un problema destinato ad aumentare a causa dell`invecchiamento della popolazione maschile". Inoltre "incide pesantemente sulla qualità di vita, provocando disturbi che vanno dalla difficoltà a urinare, all`insopprimibile urgenza, all`aumentata frequenza minzionale diurna ma anche notturna che disturba il sonno dei pazienti. Infine, nei casi più seri, porta alla completa ritenzione urinaria che richiede l`urgente ricorso al catetere per lo svuotamento della vescica". Si accompagna talvolta anche a disfunzioni sessuali, impotenza e problemi di eiaculazione.



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08.09.2014
Primi passi per cellula artificiale, creato modello che cambia forma

Da: RICERCA

Primi passi verso la cellula artificiale. Un team di ricerca capitanato dagli scienziati della Technische Universität di Monaco (Tum) e che coinvolge anche la Sissa, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, ha messo a punto un modello di cellula artificiale, in grado di muoversi e cambiare di forma autonomamente. Le cellule sono oggetti complessi con un sistema metabolico sofisticato. I loro antenati evolutivi, le cellule primordiali, erano composte semplicemente da membrane e qualche molecola. Erano sistemi tanto minimalisti quanto perfettamente funzionanti. Così, `ritornare alle origini della cellula è diventato il motto del gruppo di ricerca internazionale guidato da Andreas Bausch. Il sogno è quello di creare un modello semplificato di cellula con una funzione specifica usando pochi ingredienti base. Gli scienziati stanno seguendo il principio della sintesi biologica in cui singoli blocchi cellulari sono assemblati per creare sistemi biologici artificiali con nuove caratteristiche. Obiettivo, creare un modello simile alla cellula con funzioni biomeccaniche in grado di muoversi e cambiare la forma senza influenze esterne. I ricercatori hanno spiegato i risultati nella loro ultima pubblicazione su `Science. Il modello biofisico comprende la membrana, due diversi tipi di biomolecole e una sorta di `carburante. L`involucro, cioè la vescicola, è fatto con un doppio strato di membrana lipidica, analogamente alle membrane delle cellule naturali. Gli scienziati hanno riempito le vescicole con microtubuli, componenti a forma di tubo del citoscheletro, e da molecole di chinesina.



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03.09.2014
Proteina scudo alleata metastasi cancro seno, studio italiano

Da: ONCOLOGIA

Si chiama osteopontina ed è un`insospettabile proteina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici. Ma un team di scienziati italiani ha scoperto il suo `lato oscurò: l`osteopontina è al centro di un inedito meccanismo responsabile delle metastasi nel cancro al seno, spiegano in uno studio pubblicato su `Cancer Research` i ricercatori dell`Istituto nazionale tumori (Int) di Milano che lo hanno identificato. Questa proteina della matrice extracellulare fa in qualche modo da `scudo: viene prodotta sia dalle cellule tumorali, e ne assicura la loro sopravvivenza in ambiente ostile, sia dalle cellule mieloidi del sistema immunitario, globuli bianchi che non la rilasciano all`esterno ma la trattengono. In questo caso l`osteopontina protegge le cellule tumorali che stanno formano la metastasi dall`attacco immunologico.

 


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02.09.2014
Fibrillazione atriale, assistenza inadeguata per 2 cardiologi su 3

Da: MEDICINA

Cure su misura, assistenza in team multispecialistici e familiari dei malati più coinvolti, attori protagonisti per una terapia doc. Sono questi i `sogni nel cassetto dei cardiologi che assistono pazienti con fibrillazione atriale, secondo un`indagine mondiale che ha coinvolto 1.100 medici del cuore in 7 Paesi (Brasile, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Spagna, Usa). Dalla survey, presentata da Daiichi Sankyo e dall`Heart Rhythm Society (Hrs) al congresso della Società europea di cardiologia-Esc in corso a Barcellona, risulta che solo un cardiologo su 3 ritiene adeguato il coordinamento multispecialistico nella gestione dei malati. Due su 3 vorrebbero più gioco di squadra. E 3 su 4 (75%) pensano che debba essere dato più spazio a chi li assiste da vicino, anche se purtroppo soltanto un paziente su 2 può contare su un caregiver. L`altro è solo. Interrogati sulla rapidità della diagnosi di fibrillazione atriale non valvolare, fra i cardiologi è plebiscito: il 98% risponde che per questi pazienti il rischio di arrivare tardi all`attenzione dello specialista è concreto, soprattutto perché si tratta di una condizione `silenziosa (86%), ma anche per scarsa consapevolezza della malattia tra i medici generalisti (40%) e l`opinione pubblica (36%). E ancora. Per il 58% dei cardiologi non esiste un `paziente-tipo con fibrillazione atriale: l`88% ritiene piuttosto che ogni malato faccia storia a sé e che sia quindi importante focalizzarne le esigenze per un`assistenza personalizzata, più efficace e sicura. Infine, dall`indagine emerge che "una quota significativa dei pazienti che secondo le linee guida potrebbero assumere un anticoagulante orale contro il rischio di ictus, in realtà non lo riceve", evidenzia Hugh Calkins, past president dell`Hrs. Rifiuto da parte dei malati, alto rischio di sanguinamento e controindicazioni sono i 3 motivi principali per cui molti pazienti mancano all`appello. 



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29.08.2014
Impulsi elettrici al cervello per curare danni memoria

Da: RICERCA

La stimolazione elettrica di una precisa zona del cervello può contribuire a migliorare la memoria e a trattare i disturbi derivati dall`ictus, dai traumi cranici o in chi è affetto dall`Alzheimer. E` quanto afferma la ricerca della Northwestern University pubblicata su `Science`. Lontana dal famigerato elettroshock, usato in passato per trattare le malattie mentali, la ricerca ha usato gli impulsi elettrici generati dalla tecnologia non invasiva `Transcranical magnetic stimulation`. "Abbiamo dimostriamo per la prima volta che è possibile intervenire su specifiche funzioni della memoria del cervello negli adulti senza l`uso della chirurgia o dei farmaci, che in alcuni casi non si sono dimostrati efficaci - spiega Joel Voss, autore della ricerca - Questa stimolazione non invasiva migliora anche la capacità di imparare cose nuove, ha un enorme potenziale per il trattamento dei disturbi della memoria. Molte zone del cervello - osserva Voss - lavorano come un`orchestra. Ebbene, la stimolazione elettrica può dare al cervello un direttore con più talento e questo ne aumenta la qualità". L`approccio con la `Transcranical magnetic stimulation` - avvertono gli scienziati - ha anche il potenziale per essere usata nel trattamento della schizofrenia.

 



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28.08.2014
Oms, milioni di persone a rischio per cambiamenti clima

Da: MEDICINA

 I cambiamenti climatici influenzano fortemente la salute umana, per questo azioni volte a migliorare le politiche energetiche e dei trasporti potrebbero salvare milioni di vite ogni anno. Le trasformazioni del clima stanno causando oltre 60 mila morti ogni anno per via dei disastri naturali legati al clima, più che triplicati dal 1960. E` l`allarme dell`Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che parla di milioni di persone a rischio di problemi di salute legati ai cambiamenti climatici. A Ginevra si apre la prima Conferenza mondiale sulla salute e il clima. "Il colera, la malaria e la dengue sono malattie infettive molto sensibili alle mutazioni del clima - scrivono gli esperti dell`Oms - Eventi come le ondate di calore e inondazioni, effetti delle trasformazioni dell`ambiente dovute all`impatto industriale, causano ogni anno decine di migliaia di morti". Secondo Maria Neira, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell`Oms "l`inquinamento atmosferico nel 2012 è stato responsabile per 7 milioni di morti, uno su 8 di tutti i decessi a livello mondiale". 



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27.08.2014
Vertebra da stampante 3D impiantata per prima volta in ragazzo

Da: RICERCA

 Per la prima volta una vertebra creata da una stampante in 3D è stata impiantata con successo in un essere umano. L`intervento - durato 5 ore ed avvenuto pochi giorni fa - è stato realizzato in un ospedale di Pechino su un giovane cinese di 12 anni che non ha ancora ripreso a parlare dopo l`intervento, ma che, secondo l`ospedale, si ristabilirà completamente entro 3 mesi. Il ragazzo si era ferito durante una partita di calcio ma durante gli accertamenti gli era stato diagnosticato un tumore alla vertebra cervicale lesionata. I chirurghi hanno deciso di sostituire la vertebra con una versione stampata in 3D, più fedele all`anatomia del paziente e più solida, piuttosto che con una protesi in titanio. Questa tecnologia è sperimentata da tempo in Cina, visto che l`uso delle stampanti 3D è stata introdotta in diversi ospedali cinesi già dal 2002. 



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26.08.2014
L`esperto su italiana in Turchia, 50% viaggiatori non fa profilassi malaria

Da: MEDICINA

 "Un viaggiatore su due che si reca in Paesi a forte rischio malarico non fa la profilassi". A fotografare la scarsa propensione dei turisti a difendersi dall`attacco delle malattie infettive è Massimo Andreoni, presidente Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), commentando il caso della ragazza di 23 anni di Modena, ricoverata in Turchia per il timore che avesse contratto il virus Ebola ma che sarebbe affetta da malaria. A riferirlo i suoi compagni di viaggio in Ciad che, riporta `Il Resto del Carlino`, sembra non abbiano effettuato la profilassi. "Esistono patologie infettive come la malaria, la febbre Dengue o la Chikungunya, da noi non frequentissime - sottolinea l`esperto - che hanno sintomi iniziali come febbre acuta, dolori muscolari, nausea e vomito, molto simili a quelli manifestati da chi ha contratto il virus Ebola. Ma quest`ultimo procura anche un`emorragia che invece è assente nelle patologie infettive. Quindi dopo i primi giorni di incertezza, e con esami diagnostici, è molto evidente se ci si trova di fronte ad un caso di Ebola o di malaria.



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25.08.2014
Ematologa Enrica Morra premiata a Londra

Da: MEDICINA

Enrica Morra, ematologa dell`ospedale Niguarda di Milano, ha ricevuto nei giorni scorsi a Londra il Waldenström Award per il suo contributo al progresso scientifico nella lotta contro la macroglobulinemia di Waldenström. Il riconoscimento le è stato consegnato presso la Churchill Room della House of Commons del Parlamento Britannico, al termine dell`VIII Workshop internazionale sulla malattia di Waldenström, che si è svolto dal 13 al 17 agosto nella capitale inglese. Alla specialista, terza donna a ricevere il premio dopo la svedese Eva Kimby (2010) e la francese Veronique Leblond (2012), vanno le congratulazioni del vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani. "Ancora una volta - afferma l`assessore in una nota - la Lombardia è orgogliosa dei suoi medici che con il loro lavoro, riconosciuto a livello internazionale, contribuiscono a definire l`eccellenza della sanità lombarda". La malattia - ricorda l`ospedale Niguarda - prende il nome dal medico svedese Waldenström, che per primo ne descrisse la sintomatologia negli anni `40. Si tratta di un raro linfoma non Hodgkin per il quale sono in corso numerosi studi biologici e clinici in tutto il mondo. L`award internazionale, oltre a riconoscere l`impulso dato alla ricerca biologica e l`attività clinica della dottoressa Morra, premia la dedizione di tutta una vita per la formazione e il supporto ai giovani ricercatori impegnati in questa patologia. 
 


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