Selezione di notizie riguardanti il mondo farmaceutico, a cura della Direzione Corporate Communication.
 
 
09.03.2010
RICERCA: malaria, cambiamento climatico ruolo fondamentale

Da: Ricerca

Nuovi indizi inchiodano i cambiamenti climatici: tra i tanti problemi ad essi connessi c`é anche la diffusione della malaria in alcune parti del mondo che fino ad oggi sembravano relativamente immuni. A lanciare l`allarme è una ricerca, pubblicata nel Quarterly review of biology, in cui si sottolinea come nella diffusione di questa malattia in aree montuose dell`Africa orientale, dell`Indonesia e perfino dell`Afghanistan svolga un ruolo importante il riscaldamento globale. La malaria è endemica nei Paesi del sud del mondo, caratterizzati da climi particolarmente caldi e umidi come in Africa, Sud America e Sud est asiatico. Lo sviluppo e la sopravvivenza, sia della mosca che la diffonde che del parassita che è il veicolo primario della malaria, sono altamente sensibili ai pattern delle temperature giornaliere e stagionali. E` per tale motivo che  questa malattia è tradizionalmente rara nelle zone montuose più fresche. Le ultime analisi tuttavia - come hanno sottolineato gli autori della ricerca, uno dell` università di Atlanta e l`altro di quella di Wegeningen, in Olanda - hanno evidenziato come, nel corso degli ultimi 40 anni, la malaria si sia diffusa anche in zone montuose. La causa di questo devastante processo, secondo le ricerche condotte negli ultimi anni, è da attribuire al riscaldamento globale, tesi questa che tuttavia non è unanimemente condivisa negli ambienti scientifici. Il nuovo studio ha messo a confronto le diverse tesi sull`argomento, considerando anche altri fattori che possono interagire con il clima influendo sul diffondersi della malaria: le emigrazione dalle aree di pianura più calde verso quelle montuose e il diffondersi di nuove culture, il granoturco in particolare, e di diversi sistemi di coltivazione. La conclusione è che il cambiamento climatico ha certamente "un ruolo importante" nell`estendersi delle aree malariche.  "Capire i molti fattori che influenzano il diffondersi della malaria nelle zone montuose potrebbe aiutare nel controllare la sviluppo della malattia a livello mondiale", ha affermato Constantianus Koenraadt, della Wageningen University.

 



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09.03.2010
ONCOLOGIA: tumori: senza proteina stop sviluppo cancro osseo, scoperta italiana

Da: Oncologia

Se si `toglie` una proteina di membrana, nota come CD99, le cellule di sarcoma di Ewing non sviluppano più masse tumorali. La scoperta, fatta da sei ricercatrici dell`Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, apre una nuova strada per il trattamento dei tumori delle ossa. La ricerca, anticipata online da Le Scienze, è pubblicata nel numero di marzo del Journal of Clinical Investigation, rivista scientifica internazionale.  La CD99 rende infatti la cellula normale `permissiva` alla trasformazione operata dall`oncogene del sarcoma di Ewing, tumore osseo che insorge fra infanzia e età adulta, seconda neoplasia dell`osso più frequente in età pediatrica, dopo l`osteosarcoma. Una malattia molto aggressiva per la quale gli indici di guarigione sono ancora insoddisfacenti (70% per diagnosi con tumore localizzato, 30% se la diagnosi viene fatta in fase avanzata), comunque ottenuti a prezzo di una forte compromissione della qualità della vita. Secondo quanto hanno scoperto i ricercatori bolognesi, togliendo la CD99 l`oncogene, pur essendo presente e attivo, non indirizza più la cellula malata verso la malignità, bensì verso funzioni normali. Il risultato è frutto di quattro anni di ricerca, ha spiegato Katia Scotlandi, responsabile del Centro di Riferimento Specialistico Sviluppo di Terapie Biomolecolari del Rizzoli. Per arrivare al risultato si è collaborato con un gruppo statunitense dello Utah, con l`Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l`Istituto Superiore di Sanità. "Va detto con chiarezza che non siamo di fronte a una possibilità immediata di nuove cure per i pazienti - ha spiegato - Siamo però a una svolta, perché per la prima volta sappiamo dove guardare per comprendere origine e modalità di evoluzione del sarcoma di Ewing: interferire con l`azione della proteina CD99 può rappresentare una nuova strategia terapeutica contro questa patologia, ma soprattutto questo lavoro apre la strada all`idea di una terapia differenziativa, cioè che incida sulla capacità delle cellule di differenziarsi in modo normale, per i sarcomi, in analogia alle leucemi".

 



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05.03.2010
RICERCA: ridurre il sale del 10% puo` abbattere infarti e ictus

Da: Ricerca

Un`alleanza tra governo Usa e industrie per ridurre del 10% il sodio negli alimenti farebbe meglio di una tassa sul sale e potrebbe evitare 1 milione tra infarti e ictus, con risparmi sanitari per 32 miliardi di dollari. Lo afferma uno studio appena pubblicato su Annals of Internal Medicine che rilancia la crociata anti-sale incoraggiata da numerosi enti e istituzioni americane. `Per il singolo si tratta di una modesta riduzione della pressione sanguigna - afferma Crystal Smith-Spangler, che ha coordinato i nuovi dati - ma su grandi numeri si traduce in una significativa riduzione delle malattie cardiovascolari e in risparmi sui costi sanitari`. Attualmente ogni americano consuma in media 8-10 grammi di sodio, per la maggior parte contenuto in alimenti confezionati. Gli epidemiologi hanno simulato al computer l`impatto reale di una riduzione del 9,5% di sodio per persona, stabilita d`accordo tra i principali produttori e le autorita`, come gia` avvenuto nel Regno Unito. Il taglio drastico del sale impedirebbe 531.885 ictus e 480.358 attacchi di cuore nella fascia di popolazione tra i 40 e 85 anni.
 



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03.03.2010
RICERCA: tre diverse diete riducono le pareti delle arterie

Da: Ricerca

Tre diversi tipi di diete, fra cui quella Mediterranea, sono efficaci nel ripulire le pareti delle arterie ingrossate dai grassi. Lo afferma una ricerca israeliana pubblicata dalla rivista Circulation. I ricercatori dell`Universita` Ben Gurion hanno studiato 140 persone per due anni, a cui e` stato chiesto di scegliere fra tre tipi di dieta, una con pochi grassi, una con pochi carboidrati e quella definita `Mediterranea`, con molta frutta e verdura e che utilizza olio di oliva come principale fonte di grassi. All`inizio e al termine dello studio e` stato misurato ai volontari, quasi tutti maschi tra i 45 e i 65, il volume delle pareti dell`arteria carotidea, trovando una diminuzione del 5 per cento. "E` molto interessante che tre diete molto diverse diano lo stesso risultato - ha spiegato Iris Shai, uno dei ricercatori, alla Bbc - probabilmente questo e` dovuto al fatto che tutte e tre le diete abbassano la pressione sanguigna. Lo studio ha dimostrato comunque che si possono ridurre le placche delle arterie anche senza pillole".

 



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03.03.2010
RICERCA: dalle spugne marine speranza per farmaci anti-alzheimer

Da: Ricerca

Potrebbe venire dai tunicati, una specie di spugna marina invertebrata, un passo decisivo nella comprensione dello sviluppo dell`Alzheimer e nei test di possibili farmaci. Secondo due ricercatori dell`Università` di San Diego questo invertebrato, che ha l`80 per cento del Dna simile a quello umano, e` infatti un perfetto incubatore della malattia, e il suo utilizzo nei test potrebbe far superare le principali difficoltà in questo senso, prima fra tutte l`estrema lentezza con cui la malattia si manifesta nei modelli animali. Mike Virata e Bob Zeller, che hanno pubblicato lo studio su Disease Models & Mechanisms, sono partiti dall`osservazione che i tunicati, che sono considerati gli organismi invertebrati piu` vicini all`uomo, hanno tutti i geni `necessari` a far sviluppare l`Alzheimer. Una volta introdotta nei tunicati una proteina mutata che nell`uomo e` alla base dello sviluppo delle placche all`origine di questa malattia, i ricercatori hanno effettivamente notato in solo un giorno lo sviluppo della malattia nel cervello degli invertebrati, connessa a problemi nel comportamento. Una volta trattati con un farmaco sperimentale anti-placche gli animali sono tornati normali. ``E` una novità fondamentale - hanno spiegato gli autori - perché tutti i modelli sviluppati in precedenza negli invertebrati non davano luogo alle placche, mentre nei vertebrati queste si formano in diversi mesi. Ora c`e` uno strumento per testare i farmaci rapidamente``.

 



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03.03.2010
RICERCA: meno ricoveri per aritmie bevendo più caffè al dì

Da: Ricerca

Il caffé potrebbe proteggere dalle aritmie: infatti chi lo beve presenta un rischio inferiore di essere ricoverato in ospedale per disturbi del ritmo cardiaco. E` quanto dimostra uno studio di epidemiologia condotto da ricercatori del `Kaiser Permanent Division of Research` a  Oakland, che sarà presentato alla 50/ma conferenza annuale della American Heart Association a San Francisco da Arthur Klatsky. Il tasso di ospedalizzazioni in generale per disturbi del ritmo cardiaco, nei 10 anni di monitoraggio, è risultato ridotto complessivamente del 28% per coloro che bevevano 4 o più tazzine al giorno. Lo studio ha coinvolto 130.054 persone e visto che un consumo di 4 o più tazzine al dì è associato a una riduzione del rischio di ospedalizzazione per aritmie del 18%. La riduzione del rischio scende al diminuire del consumo quotidiano di caffè.

 



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03.03.2010
RICERCA: Cnr, un`iniezione e l`osso danneggiato torna nuovo

Da: Ricerca

Un`iniezione e l`osso danneggiato torna come nuovo. Un passo avanti possibile grazie ad un nuovo materiale composito iniettabile, utilizzabile per il trattamento delle fratture e delle patologie del sistema scheletrico, brevettato dall`Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica. Perfezionato dall`Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli, il nuovo materiale è utilizzabile come sostituto osseo per il trattamento delle fratture da traumi e delle patologie del sistema scheletrico, dalla perdita di sostanza ossea all`osteoporosi. Il brevetto è stato depositato con Finceramica Faenza S.p.a., società spin-off dall`Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale. "Il dispositivo, costituito da un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile - spiega Luigi Ambrosio dell`Imcb-Cnr - è iniettabile mediante tecniche chirurgiche o vie d`accesso anatomiche mini invasive. La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione. Una volta riassorbito, infatti, il materiale promuove il processo di rigenerazione del tessuto osseo, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici demolitivi". Inoltre, specifica il ricercatore, "tale materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perché fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti", evitando anche effetti collaterali come allergie. Il materiale, essendo `biomimetico`, è in grado di replicare sia la composizione chimica sia l`architettura tridimensionale dell`osso naturale, garantendo così il ripristino strutturale del difetto e il recupero funzionale degli apparati. Il campo di applicabilità, chiarisce Ambrosio, "riguarda tutte le patologie del sistema scheletrico: dalle più comuni legate all`età, quali osteoporosi, artrosi e artriti, alle più gravi, quali sarcomi e cisti ossee". Il brevetto, del quale Finceramica S.p.a. ha ottenuto il potenziale sfruttamento industriale, ora affronterà la fase della realizzazione dei prototipi, dalle sperimentazioni pre-cliniche su soggetti umani all`industrializzazione.

 



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02.03.2010
RICERCA: stress in gravidanza si riflette su sviluppo feto

Da: Ricerca

Donne incinte non stressatevi. L`esposizione del feto ad un alto livello di cortisolo, l`ormone dello stress, può infatti incidere sullo sviluppo cognitivo del bambino. E` quanto emerge da uno studio pubblicato su Biological Psychiatry, condotto da Thomas O`Connor, professore di psichiatria e psicologia all`università di Rochester e direttore del Wynne Center for Family Research. Secondo lo studio, i deficit nei neonati potrebbero manifestarsi nel livello di attenzione o nella capacità di risolvere i problemi. Si tratta, per i ricercatori, di un processo reversibile solo se la madre, nei primi mesi di vita, riesce ad instaurare un legame forte con il bambino. "I nostri risultati - afferma O`Connor - dimostrano che l`esposizione del feto al cortisolo e l`inizio del legame tra la madre e il bambino sono fattori che si combinano per influenzare lo sviluppo neurologico del piccolo". I ricercatori hanno reclutato 125 donne alle quali è stata fatta un`amniocentesi per misurare il livello dell`ormone dello stress nel liquido amniotico, e successivamente hanno effettuato un Bayley test (strumento usato per misurare lo sviluppo mentale e motorio dei bambini) a 17 mesi d`età del bambino per misurarne la capacità di gioco e la memoria. I risultati hanno evidenziato che i bambini con un attaccamento debole e insicuro verso la madre e una elevata esposizione al cortisolo prenatale avevano un livello d`attenzione più basso e maggiori problemi di lingua e nella capacità di risoluzione dei problemi. Mentre i bambini che con le loro mamme avevano un rapporto solido e sicuro, anche nel caso di un`alta esposizione prenatale al cortisolo, non presentavano problemi di sviluppo cognitivo.

 



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02.03.2010
RICERCA: cervello: avere vita piena lo mantiene giovane e sano

Da: Ricerca

Mantenendosi attivi, il cervello è al riparo da malattie e dall`invecchiamento: infatti le persone che hanno molti scopi nella vita, che sono ricche di progetti da  perseguire, hanno un rischio di ammalarsi di Alzheimer della metà più basso di coetanei meno attivi, con meno interessi e  minore grado di coinvolgimento in esperienze di vita. Lo dimostra uno studio su quasi mille anziani diretto da Patricia Boyle della Rush University Medical Center, presso Chicago. Pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry, lo  studio mette in evidenza che più le persone si sentono bene  quando pensano alle cose che hanno fatto nella vita e a quel che intendono fare nel futuro, meno rischiano il declino cognitivo tipico dell`età e la demenza senile. Anche se non è chiaro il nesso causa-effetto tra il condurre una vita piena di impegni e di scopi e il mantenimento del  cervello giovane e sano, è possibile che un`esistenza `piena` abbia un effetto indiretto sulla salute generale del corpo e in particolare sul funzionamento dei sistemi cardiocircolatorio e immunitario.
 



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01.03.2010
ONCOLOGIA: tumori: esperto, aumento nei bimbi anche effetto inquinamento

Da: Oncologia

Un bambino su 5-600 nel mondo occidentale va incontro a una patologia neoplastica: è la seconda causa di morte nell`infanzia dopo gli incidenti, la prima per patologia nei bambini, ed alcuni studi hanno dimostrato il legame con l`esposizione agli agenti inquinanti, anche dei genitori, mentre in Italia i dati sono "ancora più preoccupanti". Lo afferma, in un`intervista sul quotidiano ecologista Terra, Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico di Isde Italia, l`associazione dei medici per l`ambiente. "Ancor più significativo - spiega Burgio - è il dato sull`incremento dei linfomi: se in Europa è dello 0,9%, in Italia è addirittura del 4,6% annuo. Alcuni ricercatori dell`Environmental Health Institute hanno calcolato che nei primi 2 anni di età abbiamo un incremento 8 volte superiore a quello atteso". E quest`aumento, sottolinea l`esperto, "non può che riflettere l`esposizione genitoriale a numerosissimi fattori ambientali cancerogeni o pro-cancerogeni". L`esposizione, ad esempio, a metalli pesanti e al particolato ultrafine, prodotti dal traffico veicolare, dagli inceneritori e da altri grandi impianti, dice ancora l`esperto, "crea le premesse alle mutazioni che daranno origine ai tumori". E` dunque quest`inquinamento di base, conclude Burgio, che "va combattuto attraverso la prevenzione primaria".
 



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01.03.2010
MEDICINA: messo a punto test di fertilità maschile fai da te

Da: Medicina

Ideato un test della fertilità fai  da te per gli uomini: presto potrebbe arrivare a casa degli  europei per fare la conta degli spermatozoi e capire se è lui,  nella coppia, ad avere problemi di fertilità, e anche quanto  gravi sono questi problemi. Messo a punto dall`equipe di John Herr dell`Università della Virginia a Charlottesville, il test è al momento al vaglio dell`Fda, l`organo regolatorio statunitense, per l`approvazione  finale. Secondo quanto riferito sulla rivista Human Reproduction, il  test fai da te si chiama `SpermCheck Fertility` e, per 25  dollari (molto meno del costo di un test del seme standard eseguito in clinica) conta la concentrazione di spermatozoi usando una molecola che si trova sulla `testolina` di ciascuno spermatozoo (SP-10). Una conta normale, che indica che lui non ha alcun problema  di fertilità, è pari a 20 milioni di spermatozoi per  millilitro di sperma. Sotto questa soglia c`é un deficit e  quindi potenzialmente un problema di fertilità maschile. Il test permette agli uomini di capire se hanno dei problemi e se necessitano di assistenza medica e indica anche l`entità  del problema (a seconda di quanto la concentrazione è inferiore al valore normale). Il test è stato confrontato con la normale analisi del seme fatta in laboratorio ed ha mostrato  un`accuratezza del 95%.

 



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01.03.2010
MEDICINA: cardiopatie, più a rischio donne con molti figli

Da: Medicina

La salute cardiaca delle donne é legata anche al numero di figli che mettono alla luce: secondo uno studio svedese le donne con più di cinque figli hanno i rischi più alti di sviluppare disturbi cardiovascolari seguite dalle donne con quattro figli, mentre una prole di non più di due assicurerebbe il cuore più sano e robusto. La ricerca, pubblicata sull`American Heart Journal, si basa sull`analisi di oltre 1,3 milioni di donne dai 50 anni in su, la cui salute è stata seguita una media di 10 anni. E` emerso che le donne con due figli sono risultate il segmento di popolazione femminile con i pericoli più bassi di andare incontro ad infarti o ictus seguite dalle donne senza figli o con un massimo di tre che hanno evidenziato un rischio cardiovascolare più alto del 10%. Le donne con quattro figli hanno mostrato un incremento dei pericoli del 30% e quelle con cinque e più figli un rischio addirittura del 60%.
 



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01.03.2010
RICERCA: Usa; ictus, dieta grassa aumenta rischi donne 40%

Da: Ricerca

Una dieta con alto contenuto di grassi può aumentare i rischi di ictus nelle donne già in età di menopausa sino al 44%. A rivelare i pericoli per la salute femminile di un` alimentazione errata durante il climaterio sono dati emersi  dallo studio di lunga durata su più di 87.000 donne `Women  Health Initiative`, illustrati nel corso della Conferenza della  American Stroke Association a San Antonio. A spiegare i dati è stata Ka He, nutrizionista della università del North Carolina a Chapel Hill che ha sottolineato come lo studio sia il più vasto mai condotto sui rischi di ictus legati alla dieta nelle donne. Le partecipanti all`indagine di età compresa tra i 50 ed i 79 anni sono state seguite per 7 anni durante i quali è stato registrato l`ammontare ed il tipo di grassi ingeriti: dopo aver tenuto in conto tutti gli altri possibili fattori di rischi i  ricercatori hanno osservato nelle volontarie con la dieta più  grassa un rischio di ictus più elevato del 44% rispetto alle  donne che mangiavano meno grassi. Più pericolosi sono inoltre risultati i grassi tipo margarina e quelli contenuti in cibi preparati quali biscotti e crackers. Secondo le linee guida della American Heart Association, i grassi non dovrebbero rappresentare più del 25-35% della calorie quotidiane.

 



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01.03.2010
SANITA’: malattie rare: Fazio, con nuovi Lea introdotte 109 tipologie

Da: Sanità

Dal un lato uno stanziamento di 20 milioni di euro per le Regioni, dall`altro l`introduzione all`interno dei nuovi livelli di assistenza (lea) di ben 109 Malattie rare. Sono questi, secondo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, "i due interventi principali" realizzati nell`ultimo periodo dal dicastero in merito alle Malattie Rare. "L`emanazione dei nuovi Lea infatti - spiega il ministro a margine di un`iniziativa dedicata a queste patologie - non solo comprendono le 109 nuove malattie rare, ma anche delle modalità differenziate di erogare l`assistenza domiciliare integrata e la residenziale, dividendo la autosufficienza dalla non autosufficienza e quindi rendendo più semplice e più diretto l`accesso alle cure e l`erogazione delle cure stesse". A tale proposito il ministro ricorda che "il provvedimento sui Lea è sul tavolo del ministero dell`Economia, dopo aver superato il vaglio preliminare delle Regioni", e si augura che "una volta accertata la sostenibilità finanziaria possa diventare esecutivo al più presto". L`altro aspetto di rilievo, infine, aggiunge Fazio, è che "in previsione del piano nazionale sulle Malattie rare, stiamo introducendo un finanziamento di 20 milioni di euro per le Regioni, proprio al fine di sperimentare modalità organizzative ottimali che saranno poi quelle del piano".
 



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23.02.2010
ONCOLOGIA: tumori: cure palliative, in Italia per 11.000 bambini

Da: Oncologia

Sono oltre 11.000 in Italia i bambini e i ragazzi fino a 17 anni colpiti da tumori non guaribili e che hanno bisogno di cure palliative, con una spesa complessiva per i ricoveri pari a 650 milioni l`anno. Un costo in gran parte evitabile, con un risparmio stimato in circa 90 milioni l`anno, se i bambini potessero ricevere le cure a casa, come prevede la legge. E` quanto è emerso oggi a Roma, nel convegno sulle cure palliative pediatriche organizzato dalla Fondazione Maruzza Lefebvre d`Ovidio. La legge sulle cure palliative potrebbe essere approvata entro marzo, prima delle elezioni regionali, come ha detto recentemente il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e come é stato ribadito oggi nel convegno dai parlamentari Domenico Di Virgilio e Livia Turco. Poter somministrare le cure a casa, come prevede la legge sulle cure palliative, permetterebbe infatti di evitare 1,6 milioni di giorni di ricovero in ospedale ogni anno e 580.000 giorni nei reparti di terapia intensiva. "Grande impegno è stato speso dal ministero della Salute su questo disegno di legge che permetterà al nostro Paese di dar prova di grande impegno civile", ha rilevato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in un messaggio inviato al convegno. Fazio si é detto inoltre "convinto di quanto sia fondamentale riconoscere ai bambini inguaribili un ambito specifico di intervento" e ha aggiunto di auspicare che "le Regioni si impegnino nella fase di attuazione delle norme presenti in questo disegno di legge". Approvare l`emendamento sull`età pediatrica all`interno del disegno di legge 1771 sulle cure palliative e la terapia del dolore permetterebbe di fornire alla famiglie un maggiore supporto. Si calcola che oggi un terzo dei nuclei familiari si disgrega dopo la scomparsa del bambino e che più di 300 persone (fra parenti, insegnanti, compagni, vicini di casa) devono modificare le abitudini di vita. In vista dell`approvazione della legge, l`incontro di oggi è stata anche l`occasione per politici, associazioni, amministratori e tecnici per gettare le basi per realizzare una rete nazionale di cure palliative per i bambini.

 



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